Turista…a casa mia: alla scoperta della “Mostra Permanente del Libro Antico”

A Piazza Armerina, la Biblioteca Comunale espone una collezione di preziosi volumi secolari

In tanti dicono non raggiunga neanche i ventimila abitanti, e sempre di più cresce il numero di quelli che vorrebbero vederla rialzarsi in piedi e riprendere il suo posto in qualità di ‘città a misura di mondo’, vanto tutto siciliano, nonché meta di flussi turistici internazionali. Fatto sta che, chi già vive a Piazza Armerina, non può di certo rassegnarsi a rimanersene passivo sul divano di casa.

Un po’ come me che, proprio qualche giorno fa, forse perché alle prese con la ricerca di quel tanto che basta a fare il godimento carnevalesco ormai alle porte – e forse anche per dar sfogo una volta di più al mio perenne desiderio di dinamicità nel ben mezzo della routine quotidiana – mi sono decisa di tutto punto a ripropormi nel ruolo, che mai disdegno, di turista a casa mia. Quali sono, dunque, gli incentivi che incoraggiano il cittadino piazzese a disfarsi della pigrizia, e optare per una bella e salutare passeggiata nel pieno centro della ‘Città dei mosaici’!?

Parte del centro storico di Piazza Armerina visto dall’alto (dal web)

Piazza Armerina by day: quando un tour vale la pena

Se deciderete di seguire il mio esempio, e ve ne partirete direttamente da casa vostra armati solo di buona volontà e tanta voglia di esplorare, badate bene di non prendere neanche lontanamente in considerazione l’uso della consueta utilitaria: ci guadagnerete in relax mentale, e sarete totalmente dispensati dall’annoso problema di dove è più conveniente parcheggiare, e soprattutto di quanto tempo lasciare la macchina in sosta con relativi costi e polemiche a seguire.

Proponetevi innanzitutto di calcolarvi un percorso ideale, senza mai rifiutare a priori di immergervi ad esplorare tappe che neanche voi sapevate esistessero: è un po’ come il ‘bello della diretta’ del turista che non sa mai cosa gli capiterà nel suo tanto peregrinare alla ricerca di luoghi attraenti da visitare, e di particolarità nascoste da osservare. Ricordate anche che, accedere al centro di Piazza Armerina, si può attraverso arterie direttrici che culminano tutte in un punto storicamente non creato a caso: la piazza Garibaldi, oggi curata per una migliore fruizione pedonale.

Piazza Armerina – la piazza Garibaldi col prospetto di Palazzo di Città (dal web)

Luogo commerciale e di socialità – posto alla convergenza di più percorsi che collegano la città antica a quella nuova – dalla piazza Garibaldi si snoda anche un circuito ideale per chiunque volesse ammirare il meglio del barocco a Piazza Armerina. Si parte salendo per via Cavour – dove ha sede il Monte Prestami, odierno centro espositivo – per poi dirigersi più su, come a continuare quello che è una specie di percorso circolare passante per il vecchio ospedale Chiello – già cenobio francescano con annessa chiesa e oggi sede del vescovado –  e proseguire poi ad ammirare il suggestivo ingresso del seicentesco ex palazzo vescovile con il suo Museo Diocesano, sede della comodità peraltro fascinosa del ‘caffè letterario’ sito proprio all’interno.

Piazza Cattedrale, che incanta con l’imponente mole del Duomo progettato da Orazio Torriani, è già di per sé il perno architettonico da cui si diparte una moltitudine di altri percorsi che potrebbero a prima vista confondere. Ma per me, già abbastanza intenzionata a mantenermi ben salda su quell’unica superficie di basolato a formare un unico giro, non è stato difficile condurmi direttamente verso piazza Castello – con la fortezza medievale in bella vista a fare da contraltare monumentale alla cupola di Maria delle Vittorie – e da lì ritrovarmi poi in via Vittorio Emanuele II, laddove dimora un posto che merita la visita speciale di almeno un’ora buona, e in cui mi sono compiaciuta d’intrattenermi di proposito.

Piazza Armerina – piazza Cattedrale col Duomo rinascimentale di Maria SS. Delle Vittorie (dal web)



Proprio questa strada dedicata al sovrano savoiardo, è sede di una bella ed importante costruzione del Seicento – l’ormai ex Collegio dei Gesuiti – che oggi ospita una scuola media, mentre sotto il suo loggiato al piano terra sono collocati i locali della Biblioteca Comunale “Alceste e Remigio Roccella”, fondata nel XIX secolo dall’avvocato Alceste Roccella, il quale ebbe anche fama di storico.

La “Mostra Permanente del Libro Antico”

Ormai da diverso tempo – per quanti ancora non avessero avuto modo né tempo di visitarla, o per chi semplicemente non lo sapesse – la Biblioteca Comunale dà spazio ad una mostra delle più esclusive a Piazza Armerina, allestita all’interno di una pregiata sala espositiva. È la “Mostra Permanente del Libro Antico”: selezione rinomata di testi storici dal più antico al più recente, le cui pubblicazioni esposte coprono uno spazio di tempo che dal XV secolo va fino ai primi decenni del XX. In pratica, dal Medioevo fino a noi.

La sala – avente funzione di piccolo museo permanente facente parte del circuito museale armerino del SIMPA – non solo è ben accogliente soprattutto in tempo di clima rigido, ma risulta anche parecchio suggestiva. È una specie di scrigno fatto solo di memorie storiche entusiasmanti; luogo concentrato e fortemente comunicativo di quell’alto senso di trascorsi felici, per una città ed un territorio che, a tempo debito, di certo dovettero praticare la filosofia del buonsenso.

La prima cosa che colpisce – e non solo per lettori e appassionati collezionisti di testi vari, ma per chiunque acceda alla sala espositiva – è il trovarsi a tu per tu con grandi teche dai contenuti preziosi. È tutto un far bella mostra di pesanti copertine intarsiate, e fogli di pergamena rilegati manualmente secondo ingegnosi metodi artigianali in linea con le numerazioni progressive dei testi, mediante fili di spago. Pagine vecchie di secoli – alcune ingiallite, altre mediamente intatte e con vistose decorazioni floreali colorate – si mostrano aperte a fornir traccia parziale dell’argomento trattato.

Uno dei volumi in esposizione alla “Mostra permanente del Libro Antico”

Dei più antichi – quelli medievali, per intenderci – appare innanzitutto il capolettera miniato, vero e proprio capolavoro d’arte amanuense. E al di là dell’invenzione della stampa e di tutta una apposita tecnologia nella produzione e diffusione di certa letteratura, di attirare l’attenzione non mancano soprattutto le compilazioni eseguite artigianalmente (a mano), le quali risultano quasi incomprensibili per la loro trascrizione in un corsivo preciso, elegante, e ricercato.

Il dato linguistico, è poi quell’altro elemento che non sfugge all’occhio degli scrutatori più attenti. Del resto, se passati in rassegna, i libri si rivelano in tutta la loro diversità, anche grazie alla lingua usata. Un italiano molto vicino al nostro, ad esempio, lo si rintraccia nei testi settecenteschi; e poi latino, siciliano, lingue straniere, e addirittura la presenza di segni ortografici incomprensibili, sono riscontrabili in alcuni tra i testi più datati.

Piazza antica città di privilegi e consuetudini

Posto idealmente a ‘dulcis in fundo’ della mostra, sta quello che non a caso si potrebbe definire il ‘testo principe’ dell’intera collezione: perfetto risultato di un amalgama di idiomi – tra cui spiccano latino, siciliano antico, e spagnolo – anche per via della sua antichità maggiore rispetto al resto dei tomi conservati, e l’evidente compilazione dilatata in un arco di tempo piuttosto lungo. Trascritto manualmente con corsivo e tanto di capolettera artistico, è detto “Libro dei Privilegi e delle Consuetudini di Piazza”, e dalla descrizione posta accanto, si legge che il tomo di cui siamo in possesso oggi (datato al XVI secolo) altro non è che il ‘testimone’ dell’originale trecentesco andato distrutto in un incendio, si specifica per noncuranza dell’archivista. Al suo interno, la registrazione fedele di un susseguirsi di atti che dal ‘300 sono stati trascritti fino all’ ‘800, nonostante la parte leggibile di fatto si fermi al 1789.

Il “Libro dei Privilegi e delle Consuetudini di Piazza”

Pezzo importantissimo del nostro patrimonio culturale in termini di sapere scientifico, religioso, linguistico, e quant’altro raggiunto dai nostri padri – nonché mezzo informativo sulle controversie che in materia di politica hanno toccato da vicino la Sicilia e il suo governo – i preziosissimi manoscritti presenti all’interno della sala espositiva della Mostra Permanente del Libro Antico, sembrano in parte provenire dagli archivi delle confraternite religiose armerine, le quali, come da tradizione, producevano, raccoglievano, esercitavano, ed impartivano la conoscenza in tutte le sue branche.

…anche Scibona, Roccella, Intorcetta, e Mario Sturzo, vi aspettano!

A corredo dell’intera mostra, ci sono anche gli originali di “U Cardubu” di Carmelo Scibona (definito il ‘Trilussa’ di Piazza Armerina), “Il Vocabolario della Lingua Parlata in Piazza Armerina” di Remigio Roccella (primo autentico testo di riferimento del galloitalico piazzese), il “Sinarum Scientia Politico-Moralis” di Prospero Intorcetta (concittadino gesuita sinologo e missionario in Cina), nonché un testo filosofico di Mario Sturzo.

Ma non è finita qui: la mostra è infatti allestita all’interno di una elegante sala espositiva di pregevoli fattezze artistiche. Stucchi, intarsi, decorazioni, e affreschi recanti un surplus di motivi religiosi, abbelliscono la stanza in ogni sua parte, rendendola altresì un contesto oltremodo adatto e fruibile nella sua interezza. Altrettanto notevole, è lo spazio riservato ad una piccola esposizione di reperti archeologici provenienti dalle vicine contrade. E poi quadri, stemmi – uno in particolare della Real Accademia degli Studi di Piazza che proprio nella stessa struttura ebbe sede nell’Ottocento – e addirittura una singolare mostra vintage di Olivetti, contribuiscono ad arricchire l’esposizione, rendendola varia.

I saluti finali quando sono…d’obbligo!

A giro concluso, e prima di andar via, ricordatevi di riverire cordialmente le simpatiche impiegate della sala attigua, le quali – con molto garbo e sorridenti – si mostrano liete e ben disposte nell’accogliere i visitatori interessati, scambiare qualche chiacchiera amichevole, soddisfare le loro domande, e…perché no…concedere pure qualche foto degli interni mentre forniscono informazioni sui testi consultabili in dotazione alla biblioteca. Fatelo, però, ovviamente non prima di aver firmato e scritto un pensiero di riguardo e valutazione con tanto di data ed eventualmente pure provenienza, sul grande libro degli ospiti che vi aspetta paziente al ‘varco’, proprio davanti all’ingresso della sala espositiva del libro antico!

Se faccio il turista a casa mia…

Dunque, una volta fuori dal grande portone della Biblioteca Comunale, a metà strada tra Sant’Anna e Sant’Ignazio, il monumento a Padre Prospero ‘il piazzese’, la ‘scalinata dello zoppo’ e il prospetto di palazzo Sceberras, non resta altro da fare che scendere fino al ricongiungimento col punto di partenza iniziale di piazza Garibaldi. Il circuito ideale, si è ufficialmente…chiuso!

A questo punto, il Palazzo di Città – che è sede del Circolo di Cultura – col suo orologione bianco dalle grandi e pesanti lancette nere, è di certo un colpo d’occhio invitante; così come lo è pure lo scorrere armonioso dei balconi di Palazzo Capodarso, dal lato opposto.

Ma…qual è il destino ultimo che ha da compiersi sul classico ‘turista in casa propria’, per far sì che possa davvero definirsi tale!?…Facile! È sicuramente il momento di socializzazione con la gente del luogo, cosa che quasi sempre si tenta nei locali dei dintorni: consumazioni e souvenirs, sono di fatto la consueta tappa obbligata di qualsiasi visitatore nell’atto necessario di distendersi e rifocillarsi.

Perché provare a testare il livello di avanguardia e accuratezza nell’accogliere la clientela – riservato nei locali commerciali della ‘sede diretta dell’offerta turistica armerina’ – nonché la qualità e disponibilità dei prodotti, non è solo un modo come un altro per provarsi fino alla fine nell’orgogliosa e originale veste di turisti, ma consente di rilevare pure (già che ci siamo) quanto delle eventuali ‘problematiche’, possono incidere sulla situazione economica locale.

La “Giornata Internazionale della Guida Turistica”

E il mio giro turistico improvvisato, all’insegna della dinamicità che fa sempre bene a mente e corpo, ha di poco anticipato – essendosi svolto in seconda puntata giorno 21 febbraio – una giornata oltremodo felice ed istruttiva che ha avuto luogo anche nella nostra città. Piazza Armerina ha infatti ospitato la celebrazione di un evento di grande interesse, promuovendo l’accoglienza dell’Associazione Regionale delle Guide Turistiche, proprio in occasione della omonima “Giornata Internazionale della Guida Turistica”. Un modo, quest’ultimo, per convogliare sempre maggiore visibilità su di un luogo della Sicilia i cui propositi imminenti e da coltivare per il futuro, coincidono esattamente con la rinascita della sua identità come città-centro propulsore di cultura e turismo, non solo a livello regionale.

Insomma, a conti fatti…anche questa è ‘l’altra faccia di Piazza Armerina’ (quella vera)!

Ambra Taormina

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