Tirano più vaneddi e curticchi…

Tributo al grande successo di pubblico per la prima edizione de “Le Curiosità di Dudù” al museo del Palio

Tirano più vaneddi e curticchi che un intero carro di buoi! Ecco presto detto in parole spicciole, come trasformare quello che è da sempre un proverbio molto fantasioso dalle parti del nostro Stivale, riadattandolo ad una location molto particolare. Sarà vero!?…Chissà! Tuttavia, ad oggi, se qualcosa di vero c’è, è che a Piazza Armerina, più trascinante di una coppia di bestie da soma si confermano ancora vaneddi e curticchi: storico cuore pulsante della vita cittadina, nonché luoghi simbolo del trascorrere tanto spensierato quanto indaffarato delle esistenze dei suoi abitanti.

E saltando di vanedda in curticchio, passando poi per cose antiche e nuove di Piazza a seminare scampoli di memorie lontane, una squadra composta da cinque volenterosi appassionati della città – instancabili animati dal costante desiderio di rimettere in luce il molto che resta della cultura armerina – ha voluto immergersi in un insolito e piacevole viaggio nel passato, provando a ricucire insieme i ricordi della Piazza Armerina tra primo e secondo Novecento, attraverso la proiezione di immagini storiche inedite.

 

Guardando e ascoltando…Le Curiosità di Dudù!

Le Curiosità di Dudù: questo il titolo felice che ha impresso un vero e proprio marchio ai natali della prima edizione della ‘mostra fotografica narrata’ che domenica nove settembre alle 17:30, ha aperto i battenti presso il museo del Palio di via Sturzo, alla presenza di un folto e rinomato pubblico, e salutata dall’amministrazione comunale.

Vi presento…Dudù Girasole!

Ma…chi è Dudù!? A tenere banco durante tutta la serata è stata proprio la singolare identità del personaggio ‘pigmalione’, motivo conduttore di questo entusiasmante salto nella memoria. Dudù Girasole è infatti il nome d’arte ormai abbastanza ridondante tra i piazzesi con cui l’ormai noto concittadino Gaetano ‘Tanino’ Santangelo – anima della mostra, nonché onorato detentore di un nutrito archivio fotografico di posti e di genti del luogo – ha scelto da ben quattro anni a questa parte di identificarsi sul popolare social Facebook, stravolgendosi virtualmente i connotati per assomigliare sempre di più ad Armandino Girasole: guest star in Operazione San Gennaro con Nino Manfredi, di cui confessa di essere fan sfegatato!

A spasso nel tempo sul ‘treno della memoria’

Così, dopo i saluti di rito – quasi in barba a chi stava comodamente seduto e a chi no – aiutato da pochi ma funzionali strumenti, il treno della memoria ha iniziato a muovere i primi passi, conducendo con sé i viaggiatori attraverso una sentimentale analisi narrata, dal sapore antico dei ricordi immaginati.

Luoghi mutati nel tempo, scorci e panorami sul bianco e nero di scatti d’autore sgualciti; e poi tanti gli edifici civili e religiosi, gli stemmi nascosti e i monumenti in giro per la città, ma soprattutto…tanti i personaggi della Piazza remota di un tempo passato – ritratti nelle pose più genuine di una tranquilla esistenza quotidiana – che sono rivissuti per le due abbondanti ore di intrattenimento della mostra, tra gli applausi compiaciuti e i commenti commossi del pubblico in sala.

 

Un ‘arrivederci’ alla seconda edizione

Paga dell’affetto del pubblico, la squadra organizzativa composta da Tanino Santangelo (archivio fotografico), Erminio Gattuso (realizzazione  e grafica), Ambra Taormina (ricordi immaginati), Paola Contrafatto ed Alison Farinato (supporto tecnico) – coadiuvati dalla preziosa consulenza della scrittrice esperta di galloitalico, Prof.ssa Lucia Todaro – quasi come si fa per una grande sfida, ha invitato il pubblico a condividere insieme un’altra avvincente tappa all’insegna della memoria perduta, con l’immediata promessa di rinnovare l’appuntamento con la storia ad una prossima data da destinarsi…assolutamente da non perdere!

Ambra Taormina

 

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