‘T’ come Tradizione e…Tavolata!

Il ‘religioso’ piacere della buona tavola sbarca a Piazza Armerina nella festa di San Giuseppe. Il quartiere Monte ‘apripista’ della tradizione in città.

Ebbene sì, come volevasi dimostrare, anche per questo 2019 è da solo pochi giorni trascorso l’anniversario della nascita dello Stato italiano. L’ennesimo: la 158sima ricorrenza dell’unificazione politica della penisola. Eppure, ancora oggi, nel nostro Paese, l’Unità d’Italia non passa dalle tradizioni: sempre più dimesse, alterate, quasi dimenticate se non addirittura morte e sepolte appaiono nel nord globalista; così vive, coltivate, e impresse nella quotidianità di grandi e piccoli sono in quel sud un po’ antico e decadente, ma in cui il rispetto della memoria del passato tradizionale religioso, è fedelmente scandito nella cadenza annuale di quella che è la celebrazione delle feste comandate.

E se di tradizione religiosa si parla, come non ricordare i riti vivaci connessi con la celebrazione della nota festa di San Giuseppe!? Ricorrente come da calendario il 19 marzo, questa giornata dedicata al santo protettore dei lavoratori nonché padre putativo di Gesù, è ogni anno largamente anticipata da fervidi preparativi i quali, praticamente da sempre, vedono protagonista la cristiana operosità di una comunità puntualmente messa a disposizione per imbandire le ormai famose ‘tavolate’.

Una tradizionale ‘tavolata di San Giuseppe’ (foto dal web)


L’usanza tutta siciliana delle ‘tavolate’, e San Giuseppe al quartiere Monte

Ma cosa sono, dunque, le ‘tavolate di San Giuseppe’? Forse per chi non ne ha mai vista una e si colloca in un contesto totalmente al di fuori della consueta tradizione siciliana – in cui l’usanza di imbandire le tavolate si è nel tempo riconfermata e rafforzata – quest’espressione potrebbe suonare giustificatamente un po’ strana. Eppure, per chi sa e ha visto, non c’è niente di più bello di vedere tanta umana allegria profusa tutt’intorno a degli allestimenti imbanditi col gusto e l’arte della buona tavola, e in cui ad assommarsi c’è davvero ogni ben di Dio.

Anche quest’anno, fedele al mio innato gusto per l’esplorazione e sfidando la normale e caratteristica tentazione di cui è spesso vittima chi si conferma fedele appassionato di buon cibo e dintorni, mi sono di proposito recata all’interno dei locali della sede del Nobile Quartiere Monte di via Floresta, laddove – dentro ad una delle sale, ed esposta proprio di fronte allo sguardo rapace dello stemma di quartiere (l’aquila dei Trigona) – è possibile ammirare una delle tradizionali tavolate di San Giuseppe,
allestita col buon gusto imposto dalla consuetudine.

È una tra le tante in città, ma non certo una delle tante, essendo che – come ha giustamente voluto precisarmi il presidente del comitato dei quartieranti Filippo Rausa – si è da quest’anno potuto riscoprire il giusto valore da darle in un nuovo vigore organizzativo, il quale ha fatto sì che la tavolata del Monte facesse pure da apripista, trainando e contagiando l’allestimento di tutte le altre a seguire, anche entro gli stessi confini del quartiere.

E allora, ben vengano un’infintà di forme artistiche di profumato pane sfornato dalla buona volontà dei mastri fornai armerini, e tranci di morbida pizza fragrante cotta in forno a legna o nei forni casalinghi delle signore del quartiere; e poi i dolci: tanti golosissimi dolci esposti nelle varietà più note delle semplici e tradizionali torte di mele, o delle crostate di confettura. E ancora biscotti secchi, creazioni di cremosa pasticceria mignon, e dolci al cucchiaio; frittate, enormi scacciate ripiene, ortaggi, frutta e bevande per tutti i gusti: vero piacere per la vista e il palato anche per chi credente non è…se non del benessere della propria pancia!

Vista d’insieme della ‘tavolata di San Giuseppe’ allestita presso la sede del comitato Nobile Quartiere Monte. (foto Ambra Taormina)

Qualche curiosità in più sulle ‘tavolate di San Giuseppe’

E a chi ancora indugia nei soliti commenti moralistici sul consumismo, rispondo che non esiste festa sacra o profana che sia, popolare, locale, nazionale, raffinata e d’élite che non abbia del buon cibo ad animarla, meglio ancora se tradizionale, genuino e fatto in casa perché anche più originale! Che poi, è utile precisare che l’allestimento delle tavolate in onore della festa di San Giuseppe, è strettamente collegato ad un’usanza che vuole che si dia da mangiare ai cosiddetti ‘santi’: figure impersonate occasionalmente da parenti e amici dei ‘padroni di casa’ i quali hanno per questo motivo preparato la ‘tavola della tradizione’, e che da buoni cristiani offriranno tutto senza tenere nulla per sé se non le rimanenze.

In breve, ecco spiegato quale sarà il destino ultimo delle bontà esposte sulla tavolata. Obbligo degli organizzatori sarà infatti quello di smembrarla al fine di offrirne le vivande a quanti si troveranno nei pressi della stessa, nonché – e forse ancor meglio – un bell’ en plein di leccornie dolci e salate sarà ovvio motivo di gioia per gli indigenti della città.

E…del resto, mi viene spontaneo dirlo: anche noi, a Piazza Armerina – direttamente da questo scampolo al centro dell’estremo meridione d’Italia – torniamo, per fortuna, a riconfermarci quale cuore vivo e attivo a tenere alto il buon nome delle tradizioni religiose nostrane.

Ambra Taormina

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