Primarie PD piazzese: vince la telefonatacrazia e l’smscrazia. Perde la democrazia.

Si sono concluse, finalmente oserei dire, le primarie del Partito Democratico. Ha stravinto Matteo Renzi con oltre il 70% dei voti, il risultato non sorprende affatto visto che la sua leadership non è mai stata messa in dubbio, a sorprendere invece è altro.

Le primarie per la scelta del segretario del partito hanno di base un’idea nobile, il coinvolgere gli iscritti ed anche i non iscritti lo rendono un comodo strumento democratico ma, come spesso accade, gli abusi e le scorrettezze lo hanno trasformato in uno mero strumento di controllo dell’elettorato nelle mani dei “capi banda” che all’interno del Partito Democratico cercano di emergere a tutti i costi, lo spettacolo a cui si è costretti ad assistere è indecoroso, nulla di tutto ciò ha a che fare con la democrazia, anzi, a fronte di ciò che accade è proprio la democrazia ad uscirne sconfitta.

In diverse zone d’Italia (si veda ad esempio Gela) si sono registrate molte irregolarità, qualche seggio è stato perfino chiuso ed in altri è dovuta intervenire la forza pubblica. A Piazza Armerina ho assistito personalmente alla degenerazione e ad episodi che hanno messo in luce come la degenerazione politica/democratica abbia di fatto alterato il risultato finale.

668 Matteo Renzi, Michele Emiliano 558, Orlando 65. Questi i risultati delle primarie PD a Piazza Armerina, il sindaco e i vari esponenti della sua variegata squadra di “cambia casacca” hanno esultato sui social network come dei bambini capricciosi, ma la cosa che non riesco a comprendere a pieno è: cosa c’è da esultare? Lo sanno perfettamente che il risultato è frutto di scorrettezze e di sporchi giochini degni delle peggiori democrazie.

Nella giornata di ieri i telefoni sono stati caldi, caldissimi, ho incontrato persone che normalmente non partecipano nemmeno elezioni comunali e/o nazionali ma che dovevano partecipare alle primarie del PD, la motivazione era sempre la solita: “Non vorrei votare, mi ha chiamato X e purtroppo devo andare a votare Y”, per non parlare invece di chi non vota e non voterà mai Partito Democratico ma che purtroppo: “X mi ha chiamato, e se chiama X bisogna obbedire”, perfino un mio parente è stato vittima dell’sms che invitava ad andare a votare per Matteo Renzi. Tristezza a palate, questa non è democrazia, questa non è politica. Sindaco, cosa c’è da esultare?

“L’amministrazione Miroddi vince ancora” recita una “profonda ed articolata riflessione” pubblicata dal Sindaco, forse è davvero convinto che i 668 voti dati a Renzi siano in realtà voti dati alla sua amministrazione, non so in base a quale criterio deduca ciò, in ogni caso, se lui “vince” c’è una città che perde. Ieri a Piazza Armerina non ha vinto nessuno, anzi in verità l’unico che ha vinto è stato il Bar che ospitava il seggio per le primarie, sicuramente i caffè ed i cocktail offerti hanno subito una notevole impennata.

In queste vicende di anti-politica purtroppo ci vanno nel mezzo anche coloro che credono fortemente nello strumento delle primarie e nel rinnovamento del Partito Democratico, a questa maggioranza silenziosa, che deve subire queste angherie, va la mia più sincera solidarietà, non deve esser bello condividere la propria casa con un gruppo di ex MPA, ex Forza Italia, ex Maurizio Prestifilippo, ex Finiani, insomma in questa amministrazione ci sono solamente “ex”. A tal proposito, non vedo l’ora che arrivi il giorno in cui potrò guardare il Sindaco e chiamarlo “ex”, sono certo che la maggioranza dei cittadini piazzesi attende quel giorno con trepidante attesa.

Benito Rausa

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