Piazza Armerina nel ricordo di Giorgio Boris Giuliano

All’eroe ex Capo della Squadra Mobile di Palermo e Vice Questore assassinato dalla mafia, intitolata l’aula consiliare del Comune, e dedicata una cerimonia commemorativa

“Non c’è nessun cammino per la pace, la pace è in cammino” così recitava una famosa frase di Gandhi. Lo stesso vale per i principi di onestà, giustizia, e libertà. Quelli professati dall’ex capo della Squadra Mobile di Palermo e vice questore Giorgio Boris Giuliano, ricordato nella giornata di ieri presso l’aula del consiglio comunale – che è stata a lui intitolata – e successivamente commemorato in una cerimonia – omaggiata da una folta presenza di pubblico – presso l’Atrio della Biblioteca Comunale Alceste e Remigio Roccella, a Piazza Armerina, sua città natale.

Boris Giuliano un eroe siciliano

Era nato nella città dei mosaici ben ottantanove anni fa, Giorgio Boris Giuliano, il poliziotto dalle mille risorse con un passato a Milano da dirigente di una società manifatturiera. Arguto, caparbio, tenace, e con un pensiero sempre fisso alla lotta alla malavita, la storia ce lo ha restituito in tutto il suo fulgido esempio di integrità morale, e nel suo ruolo efficace di strumento di diffusione del principio di legalità. Durante tutto l’arco della sua carriera – breve ma intensa – Boris Giuliano ha indagato la mafia, seguito tracce, piste, inchieste, tutte diventate ‘casi famosi’. Misteri come quello delle due valigette contenenti cinquecentomila dollari e rinvenute presso lo scalo aeroportuale palermitano di Punta Raisi: erano il pagamento di una partita di eroina, e gli erano valsi la scoperta di un traffico di stupefacenti che collegava Palermo a New York.

O, in alternativa, storie scottanti, come quella dell’improvvisa scomparsa del giornalista investigativo de L’Ora Mauro De Mauro, rapito da Cosa Nostra e mai più ritrovato. De Mauro seguiva un’inchiesta su Enrico Mattei, ed era entrato in possesso di informazioni che lo avrebbero reso abbastanza scomodo da far decidere alla mafia di eliminarlo una volta per tutte. Poi gli intrighi tra mafia e potere, i cadaveri di morti ammazzati dai clan con addosso assegni bancari sospetti, e infine, quei sette, mortali colpi di pistola sparatigli alle spalle, la mattina del 21 luglio 1979, dopo l’ultimo caffè bevuto al bar Lux.

La commemorazione all’Atrio Biblioteca

<<Si parla dell’uomo Boris Giuliano, attraverso le parole e il ricordo di chi l’ha conosciuto e continua sulla sua scia, e anche attraverso le parole dei suoi concittadini e dei nostri ragazzi>> ha detto Lucia Giunta, ex preside, che ha condotto dal palco dell’atrio biblioteca, la serata commemorativa dedicata all’eroe piazzese. <<Quando il preside Giuliano veniva a trovarmi, di rado si parlava in modo specifico di educazione alla legalità. Parlavamo con i ragazzi e avevamo un feedback costante. I ragazzi, spesso avevano solo sentito parlare di lui, ma era quando iniziavano a conoscerlo veramente che se ne innamoravano>> ha poi continuato Lucia Giunta.

È poi seguito l’intervento di saluto agli intervenuti e ai rappresentanti delle Istituzioni, del sindaco Nino Cammarata:<<Greta Adamo, una giovane che vive con la famiglia al Nord, ha presentato una tesina dedicata alla figura del nostro concittadino Giorgio Boris Giuliano. Noi ci ispiriamo a lui. Il contrasto all’illegalità in qualche caso latente nella nostra comunità, deve avvenire attraverso il rispetto quotidiano delle regole>> ha precisato Cammarata lasciando poi la parola al Prefetto di Enna Giusy Scaduto, la quale ha commentato:<<Ho seguito quella stagione da funzionario dello Stato, e ciò che ci deve contraddistinguere è l’etica della responsabilità. Giuliano è una Stella Polare in questo cammino verso la legalità, e le persone perbene avranno la meglio sulla minoranza degli ingiusti e dei disonesti>>.

Selima Giuliano ricorda la figura del padre ai piazzesi

Altro momento di grande tensione emotiva nel corso della cerimonia commemorativa, è stato quello che ha visto l’intervento di Selima Giuliano, la figlia dell’ex vice questore medaglia al valore civile. <<Piazza Armerina ci è sempre stata vicino con celebrazioni di ricorrenze e manifestazioni. Ci ha onorato. Oggi, scelgo di parlare a nome della mia famiglia, però ritengo che questo anniversario sia molto importante e voglio esprimere il mio cordoglio. Da piccoli, conoscevamo mio padre come ‘lo sceriffo’, ma ne avevamo sentito parlare dai ricordi della squadra mobile.  Abbiamo comunque dei ricordi bellissimi di momenti trascorsi con un padre presente e dolce, che quando chiudeva la porta di casa giocava con noi. Era un fuoriclasse nonché primo italiano a far parte dell’FBI. La sua assenza è diventata presenza grazie all’orgoglio che ci ha lasciato con il suo esempio di vita. La Sicilia è una terra che merita, e solo così potrà cambiare>>.

Un’immagine di Selima Giuliano, figlia di Giorgio Boris Giuliano

Tra i presenti, anche il presidente della regione Sicilia, Nello Musumeci. <<Abbiamo il dovere di pensare alle conseguenze delle nostre scelte. Ma non per questo dobbiamo arrenderci. I bambini a scuola devono sapere cos’è la mafia, e si deve parlare di legalità. Abbiamo bisogno di più uomini e più donne, ma dobbiamo capire soprattutto che la lotta alla mafia non è solo fatta di regole aride. Quarant’anni sono tanti per mantenere vivo il ricordo di un morto. Né il calendario, però, né il tempo che passa, scalfiscono la ricorrenza. È giusto mantenere il ricordo vivo con le cerimonie, e solo ricordando, la Sicilia potrà essere aiutata nel cambiamento, affinché il sacrificio di chi si è immolato non sia stato vano>> ha dichiarato Musumeci.

E non sono poi mancati gli interventi dell’Onorevole Luisa Lantieri – Vicepresidente della Commissione Antimafia, salita sul palco per ricordare Giuliano – del senatore Fabrizio Trentacoste, e i passaggi di artisti come l’attore piazzese Giovanni Santangelo – che ha recitato leggendo un monologo da lui composto – e dello scrittore e regista bolognese Roberto Greco, che si è esibito alternando un proprio monologo, alla lettura di alcune testimonianze di ricostruzione dei momenti salienti della vita di Boris Giuliano. A conclusione della serata – sempre con lo stesso tema – è stato proiettato un cortometraggio premiato, realizzato dagli allievi dell’Istituto Leonardo Da Vinci di Piazza Armerina, in collaborazione con i compagni dell’IPIA Giorgio Boris Giuliano.

Ambra Taormina

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