Piazza Armerina. Agli ultimi, ai volontari, a chi lotta e non molla: noi siamo con voi.

Elogio degli ultimi, non degli ultimi che saranno i primi ma di quelli che resteranno ultimi nella buona e nella cattiva sorte. Cosi hanno scelto, così è stato scelto. 

Sono a casa, siamo tutti a casa. Ho perso il conto dei giorni, non so più i giorni della settimana. Esco una volta al giorno per far fare i bisogni al cane, la vita inizia ad essere una copia, di una copia, di una copia. Mentre vi scrivo Spotify mi fa ascoltare The Riddle di Gigi D’Agostino e fuori sta piovendo, nonostante tutto come si dice in questi casi: tutto scorre.
Ma questa non è assolutamente una lamentela, è solamente la situazione che viviamo già da quasi un mese. Ma non tutti la vivono cosi.

La mia città sta vivendo una situazione senza precedenti, come tutta Italia d’altronde, io però vi posso raccontare solo di Piazza Armerina.
Vi posso dire che, da fonti accertate, la città sta rispondendo benissimo ai banchetti alimentari, sono tantissime le donazioni che stanno arrivando e non solo! Numerose sono anche le donazioni in denaro, donazioni anonime di cittadini che hanno solo un unico obiettivo: aiutare un proprio concittadino in difficoltà.
I piccoli centri come il nostro sono in sofferenza, non è un segreto il fatto che dalle nostre parti le famiglie in difficoltà sono tante e spesso in balia di politicanti da strapazzo, ma questo è un altro discorso.
Loro sono gli ultimi non per scelta, a loro volta però vengono aiutati dagli ultimi per scelta. Riflettiamo su questa cosa.

C’è una fitta rete di persone che ha deciso di fare diversamente. Lo ha fatto per scelta, lo ha fatto in silenzio. Sono i volontari, sono quelli che in questo momento sono in giro a recapitare generi alimentari, medicinali e quant’altro. Mai come oggi la loro vita è messa in pericolo, d’altronde questa nuova emergenza è totalmente diversa dalle altre, il nemico è invisibile ed è sempre in agguato. Ma loro sono lì, in silenzio. Qualcuno penserà “ma è una loro scelta, possono benissimo stare a casa”. Troppo facile, troppo facile sarebbe scegliere di restare a casa, il coraggio è scegliere volontariamente di mettersi al servizio di tutti, anche di chi non lo merita, soprattutto per chi non lo merita.
Sono gli ultimi, per scelta, stanno nelle retrovie: turni massacranti, freddo, rabbia, incomprensioni frutto di una situazione che sembra non voler finire mai. E immagino quante volte sia passato loro per la testa “la prossima volta, io mi resto a casa, basta.” Puntualmente il giorno dopo te lo ritrovi in prima fila con la giacca ultra appariscente.  Troppo facile restare a casa.

Questa epidemia rischia di trascinare tantissima gente nella miseria più totale,  al momento ai piani alti, a Roma, non si capisce quali soluzioni verranno adottate, nel frattempo gli amministratori locali sono costretti a combattere disarmati. Non è un attacco, è un grido d’allarme, la situazione si fa sempre più delicata, giorno dopo giorno ci sono famiglie che restano a zero, famiglie che potrebbero non tornare alla normalità, anche quella normalità dello stringere la cinghia per poter mangiare. Vorrei che si parlasse di più di ciò, vorrei che questo SOS fosse costante, perché il tempo stringe, anzi, forse per qualcuno il tempo è finito, non vorrei trovarmi ad assistere a scene di disperazione che abbiamo visto solo in tv e che oggi non ci sembrano poi così lontane.

Consentitemi di fare un piccolo augurio ad un mio carissimo amico volontario. Oggi è il suo compleanno, non spetta a me dirvi dove lo passerà e come lo passerà perché lo avete senz’altro intuito, a lui vanno i miei migliori, torneremo presto a fare ciò che facciamo meglio.

Ai volontari di qualsiasi associazione va il nostro grazie, so bene che è poco, so  bene che alle volte “le pacche sulle spalle” non bastano, ma forse in questo momento buio è giusto che voi sappiate che non siete soli, qui c’è un’intero paese che fa il tifo per voi, lo fa in silenzio, lo fa contribuendo come può. Grazie non per oggi, ma per sempre.
Sia chiaro, il mio grazie non è solo per loro. Ci sono medici, infermieri, operatori sanitari, forze dell’ordine che in silenzio e con dedizione tengono in piedi la nostra Nazione: grazie.

Benito Rausa
P.S. buffo, ha smesso di piovere e sono usciti dei timidi raggi di sole.

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