Il perché di una scelta: “Voglio diventare un medico”

Settembre porta da sempre i primi segni della stagione autunnale, le piogge, i cambi d’armadio e i risultati del famigerato test di medicina.

Sui social proliferano gli stati contro un sistema sbagliato, poco oggettivo e crudele. Sono migliaia i ragazzi che ogni anno si scontrano contro una sfida più grande di loro e che vomitano frasi e citazioni contro il MIUR, il nemico principale di ogni candidato, almeno in fase di selezione.

Settembre arriva anche per me. Puntualmente mi chiedo perché tutti abbiano la voglia matta di mettere il camice.

Il proliferarsi di serie Tv ambientate nel magico e a volte triste (nel caso dell’Anatomia di Grey) mondo della medicina, ha sicuramente messo del suo. Ospedali pieni dei Clooney e Dempsey di turno sono lo stereotipo di un mondo che è raccontato solo di striscio dalla serialità televisiva. Immagino molti dei candidati correre in pronto soccorso, urlando “15 cc di Epinefrina” o scandire scariche di defibrillatore con dei ritmati e secchi “Scarica!”. La televisione fa male e non sono io il primo a dirlo.

“Salve, sono veramente euforico”. Questo è il suono dei soldi facili, delle migliaia di euro che entrano in tasca con facilità, del cash che senza sosta ti migliora la vita.
Nessun candidato ti dirà mai che lo fa per soldi, no quello non conta. “Lo faccio per gli altri” è la perifrasi più gettonata, come se ci fosse qualcosa di male nel dire di voler diventare benestante o ancora meglio ricco sfondato, ma andiamo oltre.

La magia più incredibile della selezione è il cambio bandiera.

Se sei IN, allora il test è il metodo migliore in assoluto per selezionare i candidati. “NOI siamo troppi” “CI servono i laboratori” “I posti in ospedale sono troppo pochi per NOI”. Con una siringa poggiata lievemente sulla spalla dal ministro della sanità, si è appena entrati nella setta dei medici. Quel senso corporativo, di protezione proprio solo di questa categoria lo trovo affascinante e lo invidio non poco. NWO chi?

La corporazione, oltre ad aver il delicato compito di umiliare gli infermieri, si occupa della lotta contro il nemico comune, il male incarnato: IL RICORSISTA.
Colui il quale è entrato con l’inganno, con il trucco, quello che ha pagato, il perfetto esempio dei “mezzosangue” di Harry Potter (ricorderei che Hermione dava una pista a tutti ed era etichettata come  tale).

Non si offenda nessuno, ho appositamente generalizzato per farvi arrabbiare, non cadete nel tranello.

Sono 80.843 i candidati ai test universitari dei quattro corsi ad accesso programmato nazionale (altrimenti detti “a numero chiuso”). La repubblica 29/07/16

 

Secondo voi qualcuno l’ho beccato?

 

 

Nicolò Libertino

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