Legalità è giustizia…ma con più ‘accento’!

Canti e palloncini in volo: per gli allievi del circolo didattico Giovanni Falcone, essere onesti è un fatto di allegria!

…E arriverà il giorno in cui ti chiederanno da dove vieni. E tu, tu risponderai senza indugio che sei siciliano, che vieni dalla Sicilia, e che la Sicilia è quella terra divisa dall’Italia, e non solo perché di mezzo c’è il mare dello stretto di Messina. Dirai che la Sicilia è quel posto in cui anche la religione ha il suo statuto speciale, ed è forse pure per questo che Gesù Cristo è più solo sull’altare che dentro a un’edicola votiva, soprattutto se questa ha – proprio di fianco – il negozio di pupi e souvenir ad immagine e somiglianza di sigari e occhiali scuri in stile ‘padrino’, stampati su decine di magliette accalappia-turista.

E poi, poi in Sicilia, ci sono i siciliani. Quei siciliani che dicono che gli immigrati conterranei di cento e più anni fa, hanno esportato la mafia. Quei siciliani che della loro terra dimenticano in fretta il bello del mare e del sole, del pesce fresco ancora vivo nei mercati rionali, della buona cucina, e della gente calda e gioviale. Perché – come dice qualcuno – in Sicilia non vai solo per ‘esportare’ una coppia esemplare di ‘mafiusi’ in terracotta da esporre in salotto!

Una coppia di ‘mafiusi’ in terracotta. Tipico souvenir siciliano

Ma noi che non demordiamo, sappiamo che – per fortuna – in Sicilia ci sono anche i bambini! E sono tantissimi, allegri, sensibili, e volenterosi. Bambini come i piccoli studenti delle classi seconde A e B del circolo didattico Giovanni Falcone di Piazza Armerina, che – al suon di canti, cori, e battute di mani ritmate in stile rap – si sono offerti come testimoni d’eccezione affinché, in Sicilia, la mafia non sia più un souvenir da esportare, ma lasci il giusto posto alla gioia di essere liberi in nome di più giustizia e legalità. Il nuovo folklore della genuinità di un popolo giovane in rivolta per il presente, quando questo si trasformerà in futuro!

I quarantatré allievi delle classi seconda A e B della scuola elementare Giovanni Falcone, protagonisti del ‘progetto legalità’

E allora “Legalità, dignità, rispetto, verità, tolleranza, fiducia, correttezza, amicizia, giustizia, bontà: le parole chiave per crescere in onestà!”. La lista era lunga, ma li ho ascoltati bene mentre intonavano melodie che dicevano più o meno così, sotto gli occhi entusiasti di un folto pubblico fatto di passanti e genitori; belli e ordinati com’erano sul grande scalone di Via Gen. Ciancio, proprio nel cuore della loro città: probabilmente quel ‘paese bellissimo’ di cui cantavano in uno dei loro ‘testi in scaletta’.

Uno dei due cartelloni scenografici disposti a corredo della manifestazione, davanti all’ingresso principale dell’edificio scolastico di via Ciancio

A dirigere l’idea del “progetto legalità”, c’ha pensato la brillante inventiva delle insegnanti tuttofare Vittoria Cremona e Angela Farinato, collaborate come sempre dalla mano esperta di Mariella Di Sano, che ha accompagnato i piccoli coristi con le note vivaci della sua inseparabile chitarra.

Il sole primaverile e il cielo azzurro di una bella giornata di marzo, hanno fatto il resto: incoraggiando ancor meglio i quarantatré cantori provetti a cimentarsi nell’esibizione, culminata col lancio dei soavi palloncini della legalità, rappresentata sul campo da una bella mongolfiera dalle tonalità pacifiche del bianco e dell’azzurro. E ancora, tanta sorridente spensieratezza e il gioioso senso augurale di una prospera convivenza civile, nell’atmosfera come di festa cittadina in cui grande assente era, quasi quasi, solo la gran banda municipale!

E così, ai piccoli ‘studenti in erba’ della scuola Falcone – giovani protagonisti ed eredi coraggiosi di una importante missione di giustizia iniziata ormai tanti anni fa – va l’augurio di un radioso futuro all’insegna della buona volontà come esempio da diffondere, guidati dalla tanta voglia di fare che non deve mai mancare…perché la Sicilia sia una terra sempre nuova da inventare!

Ambra Taormina

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