La piscina della discordia e il buonsenso che non c’è.

Non voglio dilungarmi, ho fretta devo studiare, inoltre c’è troppo caldo perfino per scrivere.
Credo che in città oramai un po’ tutti conoscano la questione legata ad una banale piscina gonfiabile, probabilmente qualcuno si è pure scocciato di sentire sta storia.

Ma davvero a Piazza Armerina si strumentalizzano perfino i bambini? Si, è vero, si fa anche questo. Lo si fa per mero attacco politico, lo si fa a testa bassa, ma soprattutto lo si fa sulla pelle dei bambini. Noi adulti siamo meravigliosi.
“Aiuto, aiuto, vogliono togliere il sorriso ai bambini.” Con questo ritornello è stato fatto voluto credere appositamente che qualcuno o qualcosa volesse compiere dei soprusi ai danni di povere anime innocenti. Lo stile è quello tipico di Barbara d’Urso che con la lacrimuccia falsa sul viso afferma: “lei mi sta dicendo che a Piazza degli orchi vogliono togliere una piscina gonfiabile che non da fastidio a nessuno?” E giù di polemiche, di interventi politici (ma perché?), di filosofia spicciola, di benaltrismo cronico della serie “ma pensate ad altro”. Ok ok, forse è davvero così, ma ehi wait a moment (spetta mnutu).
Fingiamo di dover seguire alla lettera le regole vigenti, fingiamolo per un solo momento. Primo problema: la piscina è su un marciapiede pubblico, dunque sarebbe occupazione di suolo pubblico. Secondo: ci sono problemi di condizioni igienico sanitarie? Si eccome, tra i cani randagi e insetti vari quella piscina certamente non brillerà in termini di pulizia. Terzo: la piscina è in totale sicurezza? Assolutamente no, oltre ad occupare il marciapiede, rendendo difficoltoso il passaggio dei pedoni, la piscina è posta ai bordi dello stesso marciapiede, di conseguenza vi è sicuramente un rischio sia per i bambini, sia per gli automobilisti.

Quindi? Seguendo alla lettera le regole quella piscina andrebbe tolta senza batter ciglio, senza che vi sia un deficiente come me che sta perdendo del tempo a scrivere sta cafonata assai scontata. E invece no! Il consigliere, l’avvocato, il vicino, il muratore, il panettiere, il medico, via via tutti a difendere i bambini. Oddio, avvocato, difendere non proprio.
I bambini vanno tutelati dalla loro imprevedibilità, dall’imprevedibilità degli automobilisti che non sono tutti rispettosi dei limiti e delle regole. Un piscina montata alla fine di una curva di una strada sconnessa e abbastanza trafficata, farebbe venire i brividi a chiunque. I bambini devono giocare, devono sorridere ed esser lasciati in pace, lontani dagli idioti politici, me compreso, ma devono esser lasciati nella condizione di essere sicuri che nessuno possa recar loro del male. Un auto che sbanda, una scivolata accidentale e la speranza di un miracolo.

Perché si è arrivati a tutto ciò? Perché strumentalizzare anche i bambini? Qualcuno dovrebbe spiegarmelo. Che fine ha fatto il buon senso di tutta la città? Dovevamo unirci tutti per trovare una soluzione, che c’era e che c’è, ma appunto, trattandosi di mera strumentalizzazione (da parte di qualcuno) la soluzione non viene prospettata, anzi, si ripete allo sfinimento “lasciateli giocare”, cosa non si farebbe per un pugno di voti, per un briciolo di consenso e per attaccare l’avversario. Mi fa un po’ schifo sinceramente.
Lasciate in pace i bambini, lasciateli nella loro spensieratezza, lasciateli crescere tranquillamente, lasciateli divertire ma fatelo mettendoli seriamente in sicurezza perché il vecchio detto “prevenire è meglio che curare” non si sbaglia mai, nemmeno adesso.

Benito Rausa

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