La ‘magica iniziazione’ estiva del quartierante provetto

Dal Monte, effetti sonori medievali annunciano la settima tornata del battesimo di quartiere

Sarà che in quel del Monte Mira, agli abitanti non passa mai la voglia di sentirsi al ‘centro’!…E un po’ per amor di gaudio, e un po’ per volontà di riconciliazione con quella storia galoppante che ne vuole il quartiere ‘cuore’ e nucleo dell’originario centro abitato armerino, far festa eccitando antiche parvenze medievali è ormai una consuetudine intramontabile.

Dunque, che siate o no cristiani, ma soprattutto se – aiutati magari dalla lettura di un romanzo, dall’epica, persino dalle pagine di qualche saggio storico o semplice ricerca Google – abbiate anche inconsapevolmente subìto il fascino temerario dei riti di iniziazione, sappiate che da ben sette anni a questa parte, a Piazza Armerina è in voga una precisa tradizione che vede il quartiere più in vetta di città, elargire battesimi laici al suono festante di trombe e tamburi.

 

Amichevole ospitata tra le mura di Palazzo Roccazzella

Per il resto…niente paura: nulla a che vedere con insormontabili prove iniziatiche e arcaismi dal sapore quasi apotropaico! Infatti, tra le mura ospitali di palazzo Roccazzella – cimelio di arte classica nel bel mezzo della città antica – da un fonte battesimale diventato ormai  simbolo di culto del nuovo status ricevuto dai novelli figli del giallo Monte – sul lastricato vecchia maniera e tra le architetture di passati ordini – la vista si allarga già sull’annuale ordinaria presenza di ospiti eterogenei pure nella provenienza, ma tutti uguali nel comune desiderio di sentirsi i nuovi componenti del quartiere.

L’iter del battezzato

Non molti gli ingredienti: bastano acqua, il suggestivo guscio di una conchiglia che serva da aspersore, l’asciugamani e il fazzolettone rigorosamente gialli che insieme alla pergamena finale, decretano – a mezzo della ‘benedizione’ di un padrino o di una madrina occasionale o di stretto legame affettivo – l’avvenuto battesimo pronto a sancire il neonato legame di filiazione del quartierante in erba. Tanto più significativo ed efficace, qualora ricevuto a coronamento di un genuino sentimento di attaccamento al luogo.

E, si sa…come da copione nella bella stagione, complice d’eccellenza della serata di domenica 29 luglio, il clima mite e invitante dell’estate 2018 ha fatto da sfondo alla ‘magica iniziazione’ di tanti tra giovani, veterani, e volti inaspettati. Tra questi, oltre ai membri dell’amministrazione comunale, l’ufficiale benvenuto tra i soci onorari è stato dato a Giancarlo e Lorenza, i ‘coniugi Scicolone’ da Gela: due stimati neo concittadini ed amici che di Piazza Armerina hanno fatto la loro seconda dimora, e che per questo motivo sono meritevoli di diventare parte integrante e attiva della vita del quartiere, grazie al loro progetto di prossima restituzione del castello aragonese.

 

Volti inaspettati in loco…

Mi chiedo, allora: come averne abbastanza dei concittadini nativi e di quelli acquisiti dal circondario, se poi consideriamo pure che il desiderio di sentirsi piazzesi prima e quartieranti poi, giunge finanche dalla lontana Lituania!?

Perciò, notevole è stata la partecipazione di una coppia di giovani stranieri ‘siculofili’ la cui componente maschile vanta addirittura un seggio al parlamento di suddetto paese baltico. I due, si sono apprestati a ricevere il battesimo per mano della componente direttiva del comitato di quartiere. De gustibus…

Insomma, dai cipressi delle contrade toscane, su per i rustici coppi siciliani, per chi volesse – all’insegna di un’atmosfera che va dal sacro di un individuale senso di appartenenza, al profano della dimensione laica che gli è propria – l’appuntamento col benemerito rituale di passaggio del battesimo di quartiere rinnova l’appello alla prossima edizione, per trasformarsi, da tradizione qual è…a prossimo mito tutto nostrano!

Ambra Taormina

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