Il poetar ch’è dolce in questa terra

Incontro con i versi dell’autore armerino Roberto Lavuri

Strofe di poesia imbevute d’amore, e un pizzico di pessimismo leopardiano che però vuol farsi audace. Si tratta di “Un Mare di Pensieri” e “Soffio di Poesia”: due delle collezioni di versi che Roberto Lavuri ha composto negli anni scorsi a Piazza Armerina, celebrando le sue origini siciliane di cui si è sempre detto fiero. Amante e appassionato di arte e di vita, Roberto mi ha fatto dono di entrambe le sue raccolte poetiche, come a volermi dar prova della propria sensibile generosità. E così facendo, mi ha aperto all’unicità dei più accesi momenti creativi del suo gradevole estro leggiadro.

“Soffio di poesia” e “Un Mare di Pensieri” sono le due raccolte poetiche di Roberto Lavuri

Un inguaribile romantico incantato dalla natura

Nato a Milano da genitori piazzesi emigrati al nord in tempi non sospetti, è però nella sua ‘Armerina’ – dove attualmente vive – che Roberto, classe ‘66, ha trovato l’ispirazione giusta per esaltarsi al soffio incalzante dell’onnipresente musa ispiratrice. Così, da osservatore della società che cambia ad ogni stagione, ha dato vita ai migliori tra i suoi componimenti poetici, i quali, ad oggi, incantano il pubblico degli appassionati del genere, soprattutto tra i concittadini.

Ci sono i giovani e le famiglie; gli effetti personali che assurgono a punti di riferimento di un cuore nostalgico, naturalmente proteso al passato. Il turbamento e l’angoscia per il tempo che va, e per il volto amato con cui è impossibile condividere le piccole, grandi gioie quotidiane.

A guidarne la verve altalenante e senza barlume di confine, sono prima di tutto le emozioni; e il piacere incondizionato di vivere una vita semplice, ma di cui tuttavia, l’autore, da poeta qual è, non smette di sentirsi innamorato. E come in un romanzo, è pur sempre l’amore a diventare il felice motivo conduttore di cui Roberto Lavuri si serve, per trascinare il lettore dentro ad un’atmosfera intrisa di sogno e speranza.

Burattinaio di sentimenti

Strofe ingenue e profonde, e una classe poetica che non ha bisogno di retorica per imporsi. Da sempre, è la necessità di poetare l’unica ragione a vestire l’estro più intimo di Roberto Lavuri; lo stesso, che lo conduce quasi ad improvvisarsi ‘burattinaio di sentimenti’, e pure tra i più sinceri e genuini dei nostri tempi.

Con la forza ovattata di un silenzio che sprigiona pace, e si fa foriero di tensione all’infinito dell’armonia universale; col perenne anelito rivolto alla nostalgia che si confonde coi ricordi di famiglia, e si concretizza nell’immagine astratta dell’abbraccio più tenero tra genitori e figli. Eppure, al primo posto, ancora, sempre, l’amore! A cui il poeta piazzese tende, venerandolo come unico vero valore portante, in grado di farsi responsabile del giubilo dell’anima. Un giubilo eterno. Il solo per cui valga la pena di continuare a sperare, e seguitare a vivere confermandosi nella pienezza e nella gioia più pure.

Dona scampoli di momenti privati vissuti nell’intimità preziosa della pace notturna, la poesia di Roberto Lavuri. Così come accade ne “La mia Sera”: tra le strofe in cui diviene subito nitido il pensiero rivolto al ‘colle armerino’ su cui si posa, timida, la luna. Mentre l’impeto violento della “ruvida campagna che or si spoglia”, lo riserva ai versi di “Autunno: omaggio che il poeta offre alle stagioni della vita che mutano, col passo lungo e pesante dell’incedere degli anni.

<<Mi sento un eterno ragazzo. Vivo per connettermi con le pulsioni che la vita mi comunica. Siano esse esteriori o interiori. Non mi arrendo alle sconfitte, e non mi rassegno. Cerco sempre la primavera di questa nostra esistenza così varia e imprevedibile>>.

Ambra Taormina

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