Il Movimento 5 Stelle in crisi profonda. Storia di un cambiamento sfiorato e mai raggiunto.

Ma cosa caspita è successo al Movimento 5 Stelle? Ma come diamine si è conciato? Chi comanda adesso? Cosa stanno combinando? Dove vogliono arrivare? Sono queste le molteplici domane che affollano le teste di moltissimi attivisti e non, il Movimento ha subito una batosta elettorale non indifferente, i sondaggi lo danno al 16% e, seppure siano dei sondaggi, è evidente di come siano lontani i tempi del 30%. Ma perché tutto questo?
Sono passati oltre 6 anni dalla mia volontaria fuoriuscita dal Movimento 5 Stelle di Piazza Armerina, (Movimento che avevo contribuito a fondare) lo feci in silenzio, andandomene dal retro, non feci polemica e non non voglio farla nemmeno adesso. Sono anche certo di aver perso quel famoso “carro dei vincitori” che ha fatto la fortuna di molti, ma la cosa non mi è mai interessata più di tanto. La mia è stata una bellissima esperienza, dagli aspetti positivi a quelli negativi, tutto mi è servito per crescere e maturare. Dopo il Movimento 5 Stelle per me non c’è stato nulla, ancora oggi rifiuto i molteplici inviti a partiti/movimenti, non mi interessano, per ora.

La premessa era d’obbligo perché chi legge deve sapere che conosco bene le dinamiche del M5S, dinamiche che oggi sono state totalmente stravolte. Il Movimento è finito vittima di se stesso, ha tradito prima se stesso e poi, a cascata, gli attivisti ed infine gli elettori. Ci si aspettava un’evoluzione, perché dopo il 32% alle ultime elezioni politiche era chiaro a tutti che il Movimento doveva mutare, ed è mutato si, ma anziché farlo dal basso verso l’alto, l’ha fatto dall’alto verso il basso. Grave, gravissimo errore.
Un Movimento che nasce esclusivamente dal basso e che deve il suo successo a chi stava e sta in basso avrebbe dovuto serrare i ranghi, fare quadrato attorno ai suoi attivisti (la vera forza del m5s) ed iniziare un dialogo che avrebbe portato il Movimento 5 Stelle ad essere un Movimento perfettamente orizzontale con riferimenti verticali. Non è stato così: si è trasformato in un Movimento verticale, la base è stata spazzata via, snobbata ed epurata da elementi considerati “poco ortodossi”, ci si è affidati ad una piattaforma, non parlo del MeetUp, quelli sono morti prima di subito.

La piattaforma Rousseau doveva essere quel riferimento tra la linea orizzontale (la base) e la linea verticale (gli eletti), doveva essere un collante, il motore virtuale che avrebbe acceso quello reale. Oggi quella piattaforma mi fa tenerezza, fino a qualche mese fa votavo ancora i provvedimenti, poi ho smesso di partecipare a questa farsa che vedeva protagonisti una minima parte degli attivisti, oltre al fatto che i quesiti posti erano solamente quelli che facevano più comodo al vertice. Altro errore!
Acquisire il consenso è facile, è facile in un contesto come quello italiano, il difficile arriva nella sua gestione. Il Movimento 5 Stelle lo sbaglia clamorosamente, volta le spalle ai suoi principi: il mandato zero, le dimissioni in caso di avviso di garanzia, lo streaming sparito, le espulsioni dubbie, gli F35, l’immunità parlamentare (caso Salvini), altro? Si! I repentini cambi di idee sull’Europa, sull’immigrazione e tanto altro.

Le rendicontazioni? Ferme da mesi! Che fine ha fatto la trasparenza? Cavallo di battaglia del m5s! Sul sito m5s Sicilia ad esempio, alcuni deputati siciliani hanno le rendicontazioni ferme a marzo, aprile e agosto 2019. Perché? Eppure, mi tocca sottolineare che Antonio Venturino venne fatto letteralmente fuori per questo motivo, motivo all’epoca definito sacrosanto. Antonio Venturino aveva sollevato perplessità e dubbi circa alcuni dettami del m5s, finì malissimo, con Grillo che lo bollò come “pezzo di merda”. Sugli scontrini il Movimento ha perso tantissimo e la parola onestà non viene più usata.
E l’alleanza col PD? Forse per “ragion di Stato” era necessaria, ma era doveroso fissare dei paletti, stilare un cronoprogramma e andare a elezioni anticipate. L’operazione è stata gestita nel peggiore dei modi, ci si è ritrovati ad essere alleati (inutile non chiamarla così) della forza politica più detestata dalla grossa base del Movimento 5 Stelle, le conseguenze erano altamente logiche e prevedibili.

La base continua ad essere marginalizzata, vittima di cerchi magici, vittima di avvoltoi, vittima di un Movimento sprovvisto di una qualsiasi organizzazione interna che ha di fatto depauperato tutto il patrimonio umano di un Movimento che è stato ad un passo dal cambiamento, era li, non nascondiamoci, era ad un passo, ora è solo un lontano ricordo.
Oggi la confusione è tangibile, in Emilia Romagna arriverà un’altra mazzata, la direzione (errata) è oramai presa. Il posto del m5s è stato preso dalla Lega di Salvini, sono loro a dominare i banchetti e le piazze (piaccia o meno).
Quella che doveva essere un’evoluzione è divenuta in realtà una involuzione: il Movimento 5 Stelle è diventato di fatto ciò che diceva di voler combattere, certo, vi sono delle sfumature che permangono, ma di fatto l’involuzione è compiuta. Oggi non è più il Movimento del vaffanculo, oggi quel vaffanculo è usato dagli attivisti, per mandarci chi? La risposta già la sapete.

Benito Rausa

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