“Greetings from Piazza Armerina!”

È Tutto pronto alla ProLoco Mosaici per la mostra fotografica dinamica permanente di Erminio Gattuso

“Greetings from…”: chissà quante volte ci saremo imbattuti in questa scritta! Per molti, modo usuale della lingua straniera; per altri ancora, enigma della negligenza con l’inglese. Ma…chi non sa…non si arrenda: l’espressione anglofona tipica per mandare i ‘saluti di rito’ che ben si adatta alle cartoline postali d’oltreoceano e non, fa altrettanto con le immagini fotografiche che da qualche giorno campeggiano in un’ampia sala espositiva della ProLoco Mosaici di Via Sturzo.

L’idea della mostra “Comunicare con le immagini”, è attiva già da un po’ in seno al felice connubio tra i promotori turistici del Museo del Palio, ed Erminio Gattuso, nostro concittadino già noto ai più per quella sua inesauribile passione che lo fa ormai tutt’uno con la fotografia, e che ne fa troneggiare la simpatica firma ondeggiante sulle nostre schermate pc, sugli sfondi smartphone, senza poi dimenticare di sceglierla per personalizzare le copertine trendy dei profili social.

Eppure, la passione di Erminio per la fotografia, ha ragioni che non conoscono eccezione. Va ad inserirsi in quella già ampia rosa di amatori dello scatto; coloro che vivono e si nutrono di natura e mondanità. Un novero che sempre di più verte verso un’apertura a nuovi talenti simpatizzanti, ciascuno destinato a voler cedere alla curiosità di immortalare il mondo a modo proprio.

Ma qual è la mondanità di Erminio Gattuso?…Di certo, è semplice; è la stessa di chi osserva il mondo, mettendo la sensibilità per l’attimo fuggente, sempre al primo posto. Una foto, per quanto ovvia, nasce da ciò che lui stesso definisce un ‘lavoro di squadra’: sono il braccio – naturale prolungamento della macchina fotografica – l’occhio con la mente, e il cuore (quasi alla stregua di una famosa frase d’autore da lui privilegiata e molto amata) a creare le immagini che si impongono alla percezione di chi scatta, e ciò avviene ancora prima che si metta in funzione lo strumento ‘macchina’.

Dalla nuvola che c’è ed è scomparsa, allo stormo di uccelli che attraversa il cielo invernale poco prima che il sole tramonti; dalla folla riunita in processione, allo schiamazzare riottoso dei bambini di quartiere nei pomeriggi d’estate. E poi, ancora tanto della monumentale bellezza della sua città: Piazza Armerina vissuta e celebrata, come in cartolina, nei suoi panorami e particolari, ogni volta con l’occhio attento e a tratti furtivo, di chi aspetta semplicemente che giunga…l’attimo.

Ambra Taormina

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