Dan Peterson: “mi chiamavano il ‘nano ghiacciato’ “

A Piazza Armerina, confessioni e memorie di una stella mondiale dei canestri.

Dan Peterson did it again! A ottantatré anni, la star mondiale della pallacanestro è approdata per la prima volta a Piazza Armerina nella calda giornata di ieri 13 luglio, per un tour di benvenuto della città dei mosaici, e una sosta in piazza Cattedrale. Coach Dan, ha così potuto incontrare fan, ammiratori, e curiosi, prima di trasferirsi – scortato dai seguaci – nella sala conferenze del Monastero di Sant’Anna, dove ha presentato il suo nuovo libro dal titolo Non Fare una Cosa Stupida è Come Fare una Cosa Intelligente, edito da Cairo Editore Libri . L’evento, è stato organizzato a Piazza Armerina, come seconda tappa d’onore dell’Edizione 2019 del Premio Letterario dedicato ad Alessandra Appiano, ideato lo scorso anno dall’immobiliarista conduttore Damiano Gallo.

“Ho incontrato Dan Peterson!” (…e ho conversato con lui!)

È forse questa la frase-tipo di chi – nella propria vita – ha l’opportunità di trovarsi a tu per tu con un volto noto del panorama internazionale, come il coach Dan Peterson. E non si devono per forza conoscere a memoria tutti i nomi che hanno popolato il mondo dello sport, basket in primo luogo, perché essere attratti dallo stringere la mano ad un grandissimo tra loro…è d’obbligo tutte le volte che se ne ha occasione. Io l’ho fatto!

In piazza Cattedrale, coach Dan Peterson mi racconta di sé e mi parla del suo nuovo libro

Signor Dan Peterson, grazie per concedermi questa conversazione. Sono una cittadina piazzese e sono orgogliosa delle mie origini. Mi dica: come ha trovato Piazza Armerina, pro e contro compresi!? <<Non ero mai stato a Piazza Armerina prima d’ora, e credo – mio malgrado – che la sconoscessi, forse per causa delle mie origini statunitensi. Tuttavia, venendo qui, ho subito potuto apprezzare la bellezza dei suoi luoghi che evocano storia, la tanta storia che dappertutto c’è in Italia. Piazza Armerina ha delle architetture stupende, e anche qui dove ci troviamo adesso, non posso fare a meno di ammirare i bei palazzi e lo scenario che ci circonda. Mozzafiato! Ricordo che una volta – ero arrivato da poco in Italia – mi trovai a passare su un bus accanto al Colosseo. Rimasi letteralmente sbalordito dalla magnificenza di questa costruzione millenaria! La cosa che francamente mi colpì di più, fu che la gente attorno a me – tutti italiani – continuavano a parlare tra loro nella più totale indifferenza. Incredibile! >>. Poi, a proposito della sua vita, mi racconta anche: <<Ricordo ancora a memoria i nomi delle mie insegnanti alla scuola elementare (me le elenca una per una). Ce n’erano di bellissime, ed una in particolare era la mia preferita. Tanto che, la prima volta che la vidi, tornato a casa dissi a mia madre che Mrs.——- era una donna bellissima! Non trascorse troppo tempo, che, anche mia madre – che di professione era una stilista di moda – dopo la prima riunione genitori-alunni, rivolgendosi a mio padre, ebbe addirittura a darmi ragione! A quell’epoca avevo solo sette anni, ma eravamo tutti un po’ precoci nella mia classe (ride)! Vorrei concentrarmi sul suo libro. Come lei ben saprà, tutti i lettori – me compresa – quando decidiamo di acquistare un libro, ci facciamo attrarre dalla copertina, oppure dal titolo. Anzi, è proprio il titolo ad essere importante. Solitamente, un titolo ha il potere di farci lavorare d’immaginazione; e il suo libro ha proprio un titolo curioso. Potrebbe trattarsi di una sorta di guida morale per chi legge? <<Non ho di queste pretese (fa un’espressione sorpresa). Credo piuttosto che il mio libro possa solo cercare di consigliare alla gente, partendo da quello che in fondo è l’esempio della mia vita. Ho scelto di scrivere un libro che parta dalle mie esperienze di vita vissuta, in cui c’è proprio di tutto, ma non posso realmente parlare di una guida morale. Sarebbe una parola grossa! Però, se l’esempio di ciò che è stata la mia vita, può servire…che ben venga per chi vorrà!>>. Quanto, nella sua vita, le cose stupide hanno influito, ostacolandola nel perseguimento dei suoi obiettivi? <<Beh (annuisce in senso di amara approvazione), dovrei dire parecchio, in tutta onestà! Le cose stupide sono sempre lì in agguato a cercare di sviare il percorso di ciascuno di noi. E io, nella mia vita, ammetto di aver ceduto a diverse stupidate! Tuttavia, eccomi qui a confessarlo serenamente>>. Secondo lei, può lo sport aiutare la gente ad evitare di fare cose stupide? <<Sì certo, eccome (sorride)! Lo sport è stato la colonna portante di tutta la mia vita, ed io per primo ne ho tratto degli insegnamenti insostituibili. Lo sport è anche maestro di vita nel senso che insegna a ciascuno di noi a rapportarsi con gli altri e crea coesione. Sono sempre stato affiatato con i miei allievi in squadra, ma soprattutto ho sempre praticato l’umiltà di ammettere quando le cose stupide stavano prendendo il sopravvento su di me, e la colpa di qualche défaillance era mia e non dei ragazzi. A quel punto dicevo che bisognava fermarsi in tempo per riflettere e capire>>. Lei gira il mondo. A questo proposito – in qualità di collaboratrice di una rivista di immobiliare – le chiedo qual è il suo rapporto con la casa, e come dovrebbe essere la sua casa ideale. <<Sono nonno e ho una bella famiglia. Quando sono con i miei figli e nipoti mi ritrovo, e trascorro dei momenti felici. La mia casa è accanto a loro, anche se in realtà posso dire che ovunque nel mondo io mi senta a mio agio e sereno, allora quella è casa! Ho addirittura una casa in Cile, dove ho trascorso parte della mia carriera da allenatore. La ringrazio tanto, Signor Dan Peterson, per il piacere di questa bella chiacchierata. Ma mi rendo conto che interrompere è doveroso, in quanto i suoi fan l’attendono per qualche foto di rito, e non bisogna farli attendere a lungo. Grazie di cuore! (mi stringe la mano con la tenerezza di una persona mite di ormai ottantatré anni. Penso che potrebbe essere un bravo nonno. Ho quasi invidia dei suoi nipoti. Poi, scattiamo una foto insieme).

Un ricordo indimenticabile insieme a Dan peterson: star internazionale e mito della pallacanestro.

Non Fare una Cosa Stupida è Come Fare una Cosa Intelligente – Che Cosa la Vita e lo Sport Possono Insegnare, al convento di Sant’Anna

Dopo una tappa-aperitivo all’art gallery Wine Art di Via Monte, Dan Peterson ha presentato il suo ultimo successo editoriale al pubblico riunito a Sant’Anna. Damiano Gallo, che ha introdotto Peterson, ha così esordito: <<Eventi culturali come questi, servono a farci progredire e a confrontarci. Diciamo sempre che la Sicilia è la terra del sole, ma noi siciliani abbiamo dei difetti terribili come quelli che portano molti di noi ad abbandonare l’immondizia per strada>>. Poi continua. <<Piazza Armerina non è soltanto cose negative, ma è anche storia, cultura, libri>>.

<<Mia madre disegnava accessori di moda. Io non avevo talento, avevo tecnica. Ho preso due lauree in otto anni nella mia vita, e i miei genitori mi hanno sempre supportato, aiutandomi quando ne avevo bisogno. Ho visto di tutto: ho persino allenato la squadra di basket più bassa al mondo, e fatto vincere il Cile contro l’Uruguay per la prima volta nella storia! In Sud America si parla ancora dei miei successi. Credo che nello sport ci vogliano testa e cuore!>> ha raccontato Dan Peterson.

Poi:<< Quando sono arrivato a Bologna ero un perfetto sconosciuto. Ho imparato prima lo spagnolo e poi l’italiano. Ma la prima lingua è stata determinante per imparare la seconda. Cibo e architettura sono state le prime cose che mi hanno preso dell’Italia, incoraggiandomi ad instaurare un rapporto con questo Paese. Ed ha fatto presto ad arrivare anche quel “Mamma butta la pasta!” che è stato il mio tormentone!>>. Scherzando sul suo storico ruolo di testimonial del Tè Lipton, dice: <<La pubblicità deve avere credibilità>>. In ultimo confessa:<<Franco Rigoletti mi diede soprannome ‘nano ghiacciato’>> parlando con il suo intervistatore – il vicedirettore di Cairo Editore Libri – Marco Garavaglia, che pure ha ammesso:<<Abbiamo scoperto che Piazza Armerina è una città che ama il basket!>>.

Nel corso della serata, un importante riconoscimento è stato consegnato dal coach Dan Peterson, all’arbitro internazionale di pallacanestro Carmelo Paternicò. <<Sono molto contento, nonché onoratissimo di ricevere questo importante riconoscimento direttamente da Dan Peterson. Lo considero un gentleman, per il suo modo di trattare con gli arbitri.>> ha affermato Paternicò. Un intervento è stato riservato anche a Graziano Pecoraro, ventenne paraplegico appassionato di nuoto e più volte campione nella sua disciplina sportiva, con all’attivo un nutrito carnet di cinque bronzi e due ori.

Tra i presenti all’evento armerino, diversi volti di esponenti del mondo della comunicazione e della moda, tra cui la giornalista Lorella Ridenti direttrice del settimanale Ora, Voi e LeiStyle, la scrittrice Cinzia Alibrandi, l’editore di FD Media Group Francesco D’Agostino, Christian D’Antonio direttore della rivista online The Way Magazine, il designer Michael Milesi di Millesimi Design, lo stilista Martino Midàli, e la nobildonna romana Giulia Borghese. Tanti pure i libri venduti, gli autografi, e le foto scattate con i fan a fine serata.

Ambra Taormina

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