Da Castelbuono a Piazza Armerina. Viaggio nel Medioevo tra torri, castelli, e fortezze di Sicilia.

A Salemi, il sindaco dell’entroterra palermitano inaugura una vera e propria ‘rete di castelli’ sulla falsariga degli Châteaux de la Loire. Coinvolto anche il nostro Castello Aragonese.

Che la Sicilia sia una terra difficile, è cosa ormai nota da tempo; ma che le cose difficili siano, da sempre, quelle più intriganti e dalla migliore riuscita, c’è davvero da crederci! Luogo di culto di nativi e stranieri, meta fertile di conquista e patria d’imprese, la nostra terra, in quanto a fascino e interesse…non riesce davvero mai a smentirsi!

E lo fa forse ancor di più adesso, momento propizio in cui l’industria del turismo – vero e proprio fondamento dell’economia di un territorio vasto e vario come quello siciliano – sembra stare propendendo per un decollo decisivo anche e soprattutto a Piazza, centro in cui è attualmente in divenire un lavoro quotidiano d’interesse collettivo, che possa trasformare questa più autentica parte di Sicilia in mezzo d’attrattiva a livello internazionale.

Ma l’entusiasmo della crescita turistica nella ‘città dei mosaici’ è lo stesso che anima l’impegno di chi, a Piazza Armerina e nella sua crescita imminente, ha investito tempo, denaro, e tanta buona volontà. Un po’ come ci insegna Giancarlo Scicolone, che, negli ultimi tempi, sembra aver maturato parecchie delle qualità tipiche da ‘punto di riferimento’ strategico della curiosità di cittadini e liberi pensatori, scrittori e acchiappa notizie, e con cui io stessa avevo amichevolmente dialogato nel giugno del 2018, giusto a distanza di non troppo tempo dalla sua presa di possesso della fortezza militare medievale più nota del centro isolano: il nostro castello aragonese.

Piazza Armerina – Panoramica sulla città antica dominata dalle mura del Castello Aragonese (foto di Alessio D’Alù)

In Sicilia come in Francia: tour tra bellezza, magia e mistero, alla volta dei castelli medievali.

Ho raggiunto telefonicamente Giancarlo Scicolone proprio qualche giorno addietro, una volta appresa la straordinaria notizia dell’esistenza di una costruenda rete siciliana di castelli medievali, di cui anche il nostro castello aragonese farà parte. Quest’ultima, esordirebbe con lo scopo principale di convogliare dalle nostre parti, interi flussi turistici di cultori ed intenditori di storia della nostra terra, con la promessa di guidarli a spasso tra valli, alture, e promontori dell’Isola, dentro a stanze, cunicoli, torri, e sporgenze panoramiche su luoghi ameni di borghi secolari.

Scicolone – socio amministratore di Immedilitalia s.r.l., società con cui è proprietario del locale castello aragonese – mi ha spiegato di aver colto al volo l’opportunità datagli dal sindaco del comune di Castelbuono, il quale era – lui stesso – venuto a conoscenza dell’esistenza del castello armerino grazie al web e al suo grande potere di diffusione informativa; segno, questo, dell’ancora scarso livello di rivalutazione e conseguente conoscenza generale di un monumento di eccellente valore storico, nonché incentivo economico per la nostra città e il suo territorio.

Sul modello ‘Châteaux de la Loire’

Un po’ tutti conosciamo il felice destino dei ‘castelli della Loira’, le cui regali costruzioni iniziate a partire dal X secolo in avanti dai sovrani d’oltralpe, sono ospitate nelle valli dell’omonima regione, sita nel cuore della Francia. Questi castelli – nonché l’intera valle nota come ‘il giardino di Francia’ – a cui la neonata rete siciliana s’ispira, ad oggi formano parte integrante del Patrimonio dell’Umanità UNESCO, sono in numero di trecento, e tutti opportunamente visitabili tramite escursioni guidate.

Chaumont-sur-Loire, uno dei castelli della Valle della Loira (foto dal web)

<<Non sono in cerca di fama o di confidenze opportunistiche, ma mi sono detto oltremodo onorato di essere stato contattato direttamente dal sindaco di Castelbuono, Mario Cicero, ed invitato a prendere parte alla riunione d’inaugurazione del progetto sulla costituenda rete di castelli siciliani, che si è tenuta a Salemi giorno 25 febbraio>>.

Così, per Giancarlo Scicolone, il progetto sul ‘Medioevo di Sicilia’ visto anche attraverso il castello aragonese di Piazza Armerina, spira un vento da valore aggiunto al rinnovato desiderio di visibilità della città, a cui andrebbe a sommarsi poi anche l’ovvio richiamo dei visitatori, i quali potrebbero liberamente fruire quasi delle stesse opportunità che attualmente costituiscono valida fonte di ricchezza e fama turistica per i nostri vicini francesi.

Il Castello di Salemi in cui si è tenuta la riunione dei comuni aderenti alla rete ‘Castelli di Sicilia’ (foto di Giancarlo Scicolone)

Il Castello Aragonese: un progetto che sogna di spiccare il volo

Quando – nel giugno dello scorso 2018 – mi ero trovata per la prima volta a tu per tu col mistero del castello aragonese, con le sue alte torri fortificate, e con le sue possenti mura impenetrabili di fortezza militare ed ex carcere borbonico, l’approccio umano col nuovo proprietario mi aveva rassicurata scostandomi dalla mia precedente, personale opinione circa l’inattendibilità di una legge che rendesse possibile a dei liberi privati, l’acquisto di un bene pubblico del tenore di un monumento storico.

Eppure, c’era e c’è ancora tanto savoir-faire nelle intenzioni di Giancarlo Scicolone, il quale prospetta come risultato per il proprio incessante lavoro e per il futuro benessere dei suoi concittadini, un momento in cui il Castello Aragonese – a livello nostrano – diventerà ufficialmente il motivo conduttore di un percorso tematico in giro per la città, alla scoperta delle sue radici.

Prospetto principale del Castello Aragonese di Piazza Armerina sovrastato dalla mole del Duomo di Maria SS. Delle Vittorie (foto di Giuseppe Di Vita)

Piazza Armerina nella ‘rete Castelli di Sicilia’

A dirsi entusiasta dell’iniziativa è stato anche il sindaco Nino Cammarata, che ha promesso di impegnarsi a redigere una imminente delibera ufficiale, tramite la quale si procederà finalmente a concretizzare l’adesione legale del comune di Piazza Armerina alla rete siciliana di castelli medievali. Al momento, ad averne preso parte sono ben 11 comuni in tutta la Sicilia, ma il numero è destinato a crescere, essendo che anche il sindaco di Enna sembra avere inoltrato richiesta di inclusione al progetto.

Insomma…le ‘iscrizioni’ sono aperte, e – nonostante il percorso non sia né breve, né tantomeno facile, e davvero tanto ci sia ancora da fare – le carte sono in regola e sembrano parlare tutte positivamente affinché quel ‘progetto di spiccare il volo’, per il nostro castello aragonese, non resti soltanto un sogno nel cassetto.

Ambra Taormina

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