Aggressione alla Villa Garibaldi e teoria della finestra rotta. Di Matteo Libertino

Sapete cos’è la teoria della finestra rotta?
Ormai nel nostro paese sempre più spesso sia su giornali e telegiornali vediamo notizie legate a crimini di violenza urbana, spaccio, prostituzione e tutto il sottobosco di crimini legati a questi infami mondi. Anche la nostra Piazza Armerina non è scevra da certi avvenimenti. E’, infatti, notizia di appena qualche giorno fa dell’aggressione ai danni di un migrante ospite della don bosco 2000, che di immigrazione ed accoglienza si occupa ormai da anni, da parte di tre ragazzi che dopo averlo pestato hanno anche pensato bene di derubarlo, tutto questo accade non per caso nella villa comunale Garibaldi. Dico non per caso perché è qui che entra in gioco la teoria della finestra rotta che fa da titolo a questo articolo. Da diverso tempo, a supporto dell’ideologia del decoro, gli studiosi(in articolar modo i sociologi) chiamano in gioco la teoria delle finestre rotte. E’ una teoria che trae origine da un esperimento effettuato alla fine degli anni ’60 dallo psicologo sociale Philip Zimbardo che fece un esperimento: parcheggiò un’automobile senza targa nel Bronx, a New York, e una simile a Palo Alto, in California. Lo psicologo abbandonò entrambe le automobili con il cofano aperto.
All’auto parcheggiata in California non successe praticamente nulla, mentre l’auto nel degradato Bronx fu saccheggiata. Successivamente lo psicologo cambiò le condizioni dell’esperimento a Palo Alto rompendo un finestrino: a quel punto le cose cambiarono e anche questa auto fu saccheggiata.
Zimbardo osservò che la maggior parte dei saccheggiatori non avevano affatto l’aspetto di criminali o persone disagiate, sembravano invece persone comuni che mai avremmo classificato come vandali prima di vederle all’opera.
Secondo Zimbardo, il finestrino rotto dell’automobile costituisce un indizio di abbandono dell’area, il quale a sua volta è in grado di svegliare in noi peggiori istinti, forti del fatto che difficilmente verremmo giudicati o puniti.
Questo è quello che è accaduto a mio modesto parere nel piccolo della nostra villa ma che purtroppo con una scala estremamente più grande vediamo in diverse zone disagiate del nostro paese come può essere lo zen di Palermo piuttosto che alle vele di Scampia piuttosto che Quarto Oggiaro. Ma lo si può notare nell’inciviltà di numerosi nostri concittadini che vedendo un sacchetto di plastica abbandonato pensano bene di fargli compagnia con il loro scatenando un effetto domino che ha come unica conseguenza la nascita di vere e proprie mini discariche cittadine.
Bene, come combattere tutto questo? Bè ovviamente il primo passo sarebbe quello di ripristinare al meglio in servizio di video sorveglianza ( in particolar modo al giardino Garibaldi che ormai a detta di molti è diventato terra di nessuno) e poi investire in decoro urbano che sia piantare fiori nelle varie aiuole o sistemare la basola o la mattonella di un marciapiede.
Almeno questa è la linea seguita dal sindaco Bart Sommers che ha trasformato la sua città, Mechelen, da una delle città piu sporche del Belgio ad una delle più vivibili dell’intero continente.
Sono più che certo che anche da noi è possibile e realizzabile, certo non in tempi brevissimi nessuno di noi ha la bacchetta magica, ma ho accolto positivamente le dichiarazioni dell’amministrazione che sulla nostra villa hanno intenzione di muoversi nel miglioramento del suo decoro e magari seguendo l’esempio di Mechelen combattere il malaffare con la bellezza.

Matteo Libertino

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