Dibattito sul Diritto alla salute: i piazzesi si sono rassegnati?

La redazione de “Il Mosaico” ringrazia Marina Chiaramonte per l’invito e per le belle parole spese nei nostri confronti.

Nella mattinata di Sabato 29 Ottobre si è tenuto l’incontro chiamato “Diritto alla salute”, il tema era incentrato sulle riforme ospedaliere nella nostra regione, l’incontro/dibattito si è svolto presso la sala del Teatro Garibaldi ed hanno partecipato diversi sindaci, le sigle sindacali e il Dottor Nocilla in rappresentanza dell’ASP di Enna.

Tutti gli interventi hanno avuto un unico filo conduttore, quello di impedire il continuo depotenziamento delle strutture ospedaliere e le paventate chiusure da parte dei pronto soccorso.

Si è duramente contestata la linea dei tagli alla sanità attuata dalla regione e da parte del governo nazionale, a fronte di tutto ciò si è chiesta a gran voce l’unità da parte di tutti i territori dell’entroterra siciliano sempre più isolato e sempre più bistrattato: Piazza Armerina, Leonforte, Nicosia, Aidone, Barrafranca ed Enna sono le zone interessate a questa politica di tagli.

Bisogna sottolineare l’assenza di proposte concrete, probabilmente però, avanzare delle proposte su un argomento cosi complesso e delicato come quello della sanità risulta essere un compito assai arduo.

Sulla questione proposte, voglio fare una breve puntualizzazione. Forse è un po’ troppo tardi per le proposte, già nel lontano 2011, quando già il nostro ospedale subiva diversi tagli, si sarebbe dovuto adottare una strategia con un’unica proposta condivisa con tutti coloro che ruotano attorno la sanità dell’entroterra siciliano, probabilmente una politica poco lungimirante ed una serie di errori strategici, ci hanno portato oggi ad avere un quadro critico della situazione.

Lo schema delle nuove riforme sanitarie è abbastanza chiaro, si vuole portare il comparto della sanità pubblica al minimo,  si vuole quindi, nella logica della revisione della spesa, portare la sanità pubblica ad offrire solamente determinati servizi, tutti i restanti servizi invece subiranno una inevitabile privatizzazione. Questa però, resta una mia personale opinione.

Nell’incontro tenutosi al Teatro Garibaldi, la cosa che subito è saltata all’occhio, è stata la scarsa partecipazione della cittadinanza piazzese, forse rassegnata e stanca di sentire solo parole o forse semplicemente impegnata a fare altro, questo però non può essere assolutamente essere un valido motivo per snobbare la problematica, rischiamo seriamente di avere tutto l’entroterra penalizzato dalle “deforme” sanitarie.

Appositamente non ho voluto citare i nomi dei presenti perché anche io, da cittadino piazzese, sono stanco di sentire le solite parole di circostanza, inoltre la campagna elettorale incombe, non voglio pensar male, ma come diceva un signore anziano, a pensar male si fa peccato, ma spesso si indovina.

Appuntamento quindi al 6 Novembre per la grande manifestazione in difesa del diritto alla salute, mi auguro vivamente di essermi sbagliato e che la rassegnazione non abbia colpito gran parte dei piazzesi.

Benito Rausa

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