Un ex b&b divenuto una casa di accoglienza per migranti minori non accompagnati. Il m5s piazzese si interroga.

Riceviamo e pubblichiamo.

Vi ricordate dell’ex ministro Scajola, quello a cui costruivano le case a sua insaputa?

E’ il pioniere di una moda apprezzata da molti amministratori locali.

E così accade che nel silenzio delle istituzioni cittadine e degli organi di stampa, nei locali di un ex b&b del quartiere Monte sia sorta improvvisamente, e nello stupore dei residenti, una casa di accoglienza per migranti minori non accompagnati.

Interpellato da alcuni residenti del quartiere, pare che il primo cittadino abbia dichiarato: non ne sapevo nulla.

Circostanza curiosa se si pensa che la Circolare del Ministero dell’Interno del 24 aprile 2013 stabilisce che l’obbligo di collocare in luogo sicuro, ovvero in una struttura di accoglienza autorizzata/accreditata, comporta la presa in carico del minore da parte dei servizi sociali del Comune nel cui territorio la struttura è presente.
Ci chiediamo perché questo silenzio delle istituzioni cittadine?
Perché, ancora una volta, la comunità non è stata messa al corrente di quanto stava accadendo?

Che Piazza Armerina ormai sia un crocevia del business dell’accoglienza è sotto gli occhi di tutti.

E’ un continuo moltiplicarsi di strutture ricettive e di gestori accreditati che – per il tramite del Comune – entrano nel magico mondo dei lauti trasferimenti ministeriali.

Ma siamo certi che tali operatori seguano scrupolosamente le linee di indirizzo del Ministero?

Siamo certi il modello di accoglienza per i minori stranieri non accompagnati ( e più in generale di tutti i migranti) sia conforme a quanto prescrive la normativa di riferimento (Decreto legislativo 18 agosto 2014 n 142)?

Siamo certi che in conformità al progetto educativo individualizzato (PEI) che le strutture devono predisporre, sia rispettato il numero massimo di soggetti accolti?

Già in altre occasioni, vedi agorà pubblica promossa dal comitato cittadino Santa Croce, abbiamo rivolto (virtualmente) questi interrogativi al sindaco per comprendere quale modello di integrazione si persegua sul nostro territorio.

In attesa di risposte, nello specifico possiamo solo evidenziare che il numero degli ospiti della struttura appena sorta nel quartiere Monte, dovrebbe aggirasi tra le 20 e le 40 unità.

Da quanto si è appreso da un dipendente della cooperativa (di Catania) che gestisce la struttura, pare che la stessa sia sottodimensionata rispetto al numero delle persone accolte .
Un indice rivelatore della non adeguatezza potrebbe essere rappresentato dal fatto che – nei giorni immediatamente successivi all’ingresso dei giovani migranti- l’impianto fognario non abbia retto.

Peraltro, l’intervento di riparazione del mezzo di espurgo ha causato il cedimento della stradina (già malandata di suo) in cui si affaccia l’immobile.

Noi crediamo che la città abbia bisogno di risposte e non di silenzi.
Certamente non può sentirsi dire : “io non ne sapevo nulla”.
M5S Piazza Armerina

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