Storie di ordinaria follia a San Cono e a Scoglitti. Storie diverse ma con un unico filo conduttore: l’assenza dello Stato.

San Cono. Tre ragazzi hanno aggredito, con mazze da baseball ed una pistola giocattolo, quattro immigrati minorenni residenti presso il centro d’accoglienza per minori non accompagnati di San Michele di Ganzeria, uno di loro versa in gravi condizioni ed è stato trasportato all’ospedale di Catania. I tre sono stati identificati grazie ad un video girato degli aggrediti, cos’ha scatenato l’aggressione non è ancora chiaro, al momento si parla di futili motivi. I tre ragazzi sono attualmente rinchiusi nel carcere di Caltagirone e sono accusati di tentato omicidio, lesioni e porto illegale di armi improprie.

Scoglitti. Un indiano di 43 anni si è avvicinato ad una bambina di 5 anni e ha tentato di rapirla, l’uomo è stato prontamente fermato. dopo nemmeno 50 metri di fuga. dal padre della piccola stessa. L’uomo aveva già dei precedenti penali, quali il furto di rame e lo spaccio di droga, su di lui pendeva un decreto d’espulsione, ora l’uomo è libero, secondo la legge italiana non si sarebbe configurato il reato di rapimento perché la bimba è rimasta sotto il controllo visivo dei genitori.

Storie di ordinaria follia a San Cono e storie di ordinaria follia a Scoglitti, due storie apparentemente diverse ma con un unico filo conduttore: l’assenza dello Stato.

Questi due fatti hanno egemonizzato il dibattito sui social e non solo, i media non parlano d’altro e purtroppo, come da copione, una verità è difficile da trovare.

Nessuno di noi sa qual è la verità, nessuno di noi sa con esattezza cosa effettivamente spinga una persona ad assumere determinati comportamenti e a compiere gli insani gesti di cui abbiamo sentito parlare, non lo sappiamo, però oggi siamo qui a parlarne.

Il fenomeno dell’immigrazione, negli ultimi anni sopratutto, è divenuto una costante, ci siamo abituati agli sbarchi, abbiamo scoperto il business dell’immigrazione, abbiamo assistito (e assistiamo) ad arresti di personaggi che speculano e affogano le loro sporche mani nella disperazione. Assistiamo ad aggressioni da ambo le parti, assistiamo giornalmente ad una guerra tra poveri. Abbiamo scoperto un nuovo mondo e non sappiamo gestirlo.

Ciò che è accaduto a San Cono, che dista pochi km da Piazza Armerina, ha lasciato tutti sgomenti e a bocca aperta, mai potevamo aspettarci che un tale episodio potesse essere compiuto con una tale ferocia, una ferocia che andrebbe subito condannata, il condizionale è appositamente voluto, perché, a quanto pare, in molti hanno giustificato il gesto.

Stando a quanto dicono, pare che l’azione sia stata compiuta poiché in precedenza vi erano stati diversi diverbi con i migranti aggrediti, pare inoltre che questi migranti abbiano più volte “causato fastidi” nel paesino di San Cono. Bene, potremmo anche crederci, ma perché nessuno mai aveva pensato di denunciare il tutto alle autorità competenti? Tale atteggiamento ha una connotazione ben precisa, si chiama omertà, mi spiace dirlo, ma non trovo altra motivazione.

Oggi è facile uscire queste storie, che, tra l’altro, hanno il sapore di una paraculata bella e buona, davvero si vuole giustificare il gesto di costoro? Davvero dovrei giustificare un tizio armato di pistola giocattolo e mazza da baseball che riduce in fin di vita un ragazzino di 16 anni? No, mai.

Cosa abbia spinto i tre ragazzi a compire una tale azione ce lo dirà la magistratura e non i social, in ogni caso, qualunque sia stata la scintilla che ha scatenato questa follia, non è in alcun modo giustificabile, ci sono diversi modi civili e democratici di far valere le proprie ragioni, adesso è troppo tardi: chi è causa del suo mal pianga se stesso.

Si può benissimo avere un visione diversa del fenomeno immigratorio ma sappiate scegliere l’avversario, sappiate comprendere chi sfrutta solamente a fini economici questa situazione, i responsabili non saranno di certo dei ragazzini minorenni la cui unica colpa è stata quella di trovarsi nel posto sbagliato al momento sbagliato.

In tutta questa situazione, ancora una volta, ad intervenire tardivamente è lo Stato italiano, come se non sapesse che la situazione su questa tematica è oramai rovente e sempre pronta ad esplodere. È proprio lo Stato il grande colpevole, l’assente consapevolmente ingiustificato.

E del fatto di Scoglitti? Tentare di rapire una bambina in spiaggia, essere arrestato e poi essere liberato, nonostante diversi precedenti penali, sarà suonata come una beffa ai genitori della bambina. Anche qui, inspiegabilmente, lo Stato italiano, tramite le sue istituzioni, abbozza una maldestra giustificazione, bene, bravi, bis.

Siamo di fronte ad una guerra tra poveri? Mi auguro di no, ma la dose di stupidità ha superato quella della ragione, dunque le premesse ci sono tutte.

Benito Rausa

 

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