Schizzi di charme a gradazione alcolica: a Piazza Armerina, le ‘pennellate ubriache’ in salsa jazz targate “Per Amor di Vino Tour” by Miky Degni

L’artista milanese ospite d’onore alla serata inaugurale del Garibaldi Jazz Street

C’è chi si perde in un bicchier d’acqua, e chi, da un calice di vino, estrapola la creatività a colpi di pennello!…Leggenda o verità? Forse entrambe. Lui è Miky Degni, artista, classe 1961, milanese di nascita e siciliano d’adozione, eclettico, sognatore, e…chi più ne ha più ne metta! E proprio perché buon sangue non mente, il 18 agosto alle ore 22:00 nella storica Via Garibaldi, Miky sarà l’ospite d’onore che animerà la serata inaugurale del Garibaldi Jazz Street – evento voluto dal patron di Suite d’Autore Ettore Messina, e pensato e diretto da Ninni Navarra – eseguendo una performance di wine painting (pittura col vino) al Nero d’Avola sulle note jazz del Francesco Patti Trio; arrivato col vento in poppa al suo “Per Amor di Vino”, tour giramondo di cui hanno già piacevolmente sperimentato tappe quali Lugano, Como, Milano, Tirano, Pesaro, Maiori, Catania, Modica, Lentini, e recentemente di casa a La Magdeleine.

Quella di Miky artista ‘di vino’ è una storia a pochi passi dal mito, che nasce – quasi come da copione nella sua carriera pluridecennale – per caso in un giorno di lavoro qualunque in giro per l’Italia, e che lo vede, nel 2007, protagonista di un ‘galeotto’ pranzo di lavoro annaffiato – forse con un po’ troppo zelo – da un pregiatissimo Sforzato di Valtellina d’annata, quale ospite presso l’azienda vinicola Triacca. Bizzarre ed immediate, le richieste del padrone di casa non si fanno attendere: oltremodo pago della debolezza melliflua prodotta sul suo ospite dal buon nettare di Bacco nostrano, non riceve rifiuto alcuno addirittura osando di proporgli l’utilizzo dello stesso prodotto come coraggiosa alternativa pittorica per le sue opere su tela. Del resto…tentar non nuoce!

Da allora, una collezione appositamente dedicata dei dipinti di Miky Degni – i cosiddetti ‘dipinti ubriachi’ – si propone agli occhi del pubblico mediata dalle atmosfere intense e nel contempo rarefatte del vino. Più di duecento schizzi d’autore dalle pennellate vaghe e poetiche, intente – complice un pennello intinto in un calice riempito con le bevande tra le più rinomate della Penisola – a tratteggiare elementi della contemporaneità, presentati attraverso la prospettiva invitante della dimensione onirica nella chiave di un romanticismo che si legge nei toni del rosso acceso e del rosa, salvo poi sposarsi perfettamente con la ‘carta d’Amalfi’, materiale d’eccezione che Miky ha eletto a ideale supporto di questo suo singolare esperimento artistico.

 

E se per Miky Degni il vino è arte, passione, manualità, e amore, è altrettanto vero che il suo eclettismo non passa solo dal bicchiere. Noti i precedenti artistici che ne richiamano a gran voce la pluralità degli interessi: giovanissimo, nel 1980 inizia a lavorare come designer per una multinazionale americana, a seguire è tutta una escalation di esplorazioni che ne orientano il percorso guidato da un’indole straordinariamente fertile e da estro duttile e passionale; pubblicitario prima, graphic designer poi, art director, fotografo, oltre che stravagante pittore, vanta alla base del suo carnet di abilità artistiche anche una smodata passione per l’aerosol art, ossia il graffitismo da urban style tipico dell’ambiente metropolitano, e che ben si adatta alla sua Milano – paradiso europeo e mondiale dei talenti – in cui vive quotidianamente alle prese con la creatività comunicativa nella sua boutique Segnidegni, sita nel cuore antico della città.

 

Amore spirituale, romanticismo palpabile, erotismo, e quel tocco di sensualità femminile che ammicca alla pop art di Andy Warhol. Questi alcuni dei temi che si rintracciano nelle interpretazioni di Miky Degni e nella unicità del suo pendolo creativo, perennemente oscillante tra sogno d’altri tempi e mondo contemporaneo; lui, con la mente sempre un po’ più su e lo sguardo proiettato ai temi popolari della grande città, quella alienante, quella brulicante di una umanità desiderosa di affermarsi dentro a una realtà che si evolve al ritmo di un tamburo battente. Profondamente convinto del ruolo che la cultura e l’espressione artistica in tutte le sue forme possono rivestire in qualità di contributo al miglioramento del nostro Paese e del mondo in generale, l’artista meneghino è anche promotore di talenti del made in Italy, periodicamente ospitati presso la vineria culturale legnanese “La Polvere di Bacco”, che ha di recente inaugurato con il felice benestare dei proprietari Andrea e Manuela.

 

Un curriculum entusiasmante quello di Miky, che lo ha messo, tra tante altre, anche al centro di preziose collaborazioni con Ericsson, Toshiba, Carrier, Citroen, Borbonese, Ospedale di Milano, Ospedale G. Ramazzini, e Università Bocconi. Sua è “Anima&Corpo”, la room 320 dell’Alexander Museum Palace Hotel di Pesaro da cui prendono il nome anche una linea sbarazzina di t-shirt artistiche e una elegante collezione di gioielli dalle forme accattivanti; sua la grafica pop delle piastrelle adesive di TileSkin. Hanno funto da blasonate vetrine espositive per le sue opere, rassegne d’arte del calibro della Biennale di Venezia, e la Triennale di Roma; ha partecipato al Salone Internazionale del Mobile, esposto al Museo della Scienza e della Tecnica di Milano.

 

E…per omaggiare la sua tappa armerina, Miky Degni non mancherà di accontentare tutti – amanti dell’arte, bevitori (sobri), o semplici buongustai in erba del “in vino veritas” – regalandoci una esposizione di dieci dei suoi dipinti ubriachi che sarà visitabile a partire dal 19 agosto e per quindici giorni, presso Suite d’Autore. Ciò, non prima di averci rassicurati mandandoci a dire di essere un milanese ‘anomalo’, uno di quelli che – sfidando una certa infausta tradizione che si perde nella notte dei tempi – amano il Sud anche nelle sue tante, troppe contraddizioni; un mediterraneo per vocazione che ama l’Italia tutta e la buona cucina nostrana, che sfida le differenze chiamandole risorse…magari mentre mitiga il palato gustandosi un piatto di pasta con le sarde, o mordendo una tavoletta di cioccolato della sua Modica – città d’adozione e sua seconda casa – intento a guardarsi un episodio di Montalbano, o comodamente a godersi il panorama della Sicilia barocca, direttamente dalle scale del Duomo di San Giorgio. Perchè, in fondo, anche lui – come il buon Dalla – lo sa che “Milano a portata di mano ti fa una domanda in tedesco e ti risponde in siciliano”.  E voi, lo avevate mai immaginato un milanese così!?

Ambra Taormina

                                                                                                                                                             

 

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