Questione Ipab/dissesto finanziario: una nuova speranza?

Prima di affrontare nel dettaglio la vicenda, esprimo la mia solidarietà agli ex lavoratori della ex Casa di Riposo San Giuseppe, i loro guai partono dal lontano 2007 e da allora hanno dovuto combattere praticamente da soli, molteplici sono state le false promesse, tante le incomprensioni, tanti gli avvoltoi pronti a banchettare. Negli anni si sono susseguiti diversi pessimi attori che hanno sfruttato la buonafede e l’ingenuità dei lavoratori che andavano solamente alla ricerca dei loro diritti e di ciò che gli permetteva di “portare il pane a casa”, sono poche le persone che realmente hanno lavorato per il bene comune, in più le lunghe situazioni di immobilismo hanno esasperato gli animi e assai spesso anche tra i lavoratori si sono accese delle inutili rivalità che non hanno portato a nulla.

Oggi l’invito che faccio a loro (mia madre e mia zia compresi!) è quello di restare uniti, più di ieri c’è bisogno di unità per far fronte ad una situazione che dopo 10 anni merita un lieto fine.  Ed infine ai piazzesi dico di uscire dal guscio dell’indifferenza la problematica Ipab è oramai un problema che pende sulla testa di ogni singolo cittadino.

Andiamo al nocciolo della questione: non c’è alcuna soluzione per evitare il dissesto finanziario, o forse si? Questa domanda, che appare semplice, tiene tutti col fiato sospeso e una risposta certa al momento non c’è, anche se, l’amministrazione Miroddi, nel Consiglio Comunale del 9 Gennaio 2017, sta provando a giocarsi l’ultima carta.

Breve riassunto della questione per chi (ancora) se la fosse persa: la Regione Sicilia, già parecchi mesi fa, ha firmato il decreto di estinzione dell’ipab conosciuta meglio come Casa di Riposo San Giuseppe, il decreto affida al Comune di Piazza Armerina i nove dipendenti e tutta la disastrosa situazione debitoria, ovviamente il Comune non è assolutamente in grado di risanare tale situazione visto che si parla di oltre dieci milioni di spesa (tra passività varie e gestione degli immobili), si rischierebbe dunque il dissesto finanziario, un fatto del genere creerebbe parecchi disagi economici alla cittadinanza e agli ex lavoratori, tutto ciò renderebbe il nostro Comune praticamente uno sceriffo alla ricerca di denaro per risanare le casse.

L’Amministrazione comunale, in attesa della sentenza del CGA (Consiglio di Giustizia Amministrativa) che dovrebbe arrivare il 25 Gennaio, si affretta ad organizzare una conferenza dei capigruppo (probabilmente aperta al pubblico) e successivamente si fisserà una data ufficiale in cui l’amministrazione, insieme ad una delegazione di ex lavoratori precari, si precipiterà direttamente dal Presidente della Regione Rosario Crocetta con la richiesta di ritirare il decreto regionale.

Questa pare essere l’unica soluzione all’insormontabile problema, va detto che diverse realtà hanno subito lo stesso trattamento e in due Comuni (si veda Caltagirone) il Tribunale Amministrativo Regionale (TAR) ha accolto la loro richiesta di sospendere il decreto regionale, dunque una speranza c’è ancora.

Benito Rausa

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