Parliamone in soldoni: Bail-In – Ecco perché gli investitori razionali possono non preoccuparsi.

Da poche settimane, in merito al caso Monte Paschi, è tornato in auge un termine che da un po’ latitava. Questo vuole essere un piccolo scritto che spieghi, anche ai meno avvezzi, cosa si intenda con il termine “Bail In”. In soldoni, le banche non possono più essere salvate in caso di default dallo stato, ma solo e soltanto tramite l’utilizzo di mezzi propri.

Facciamo chiarezza, stiamo parlando di un meccanismo inerente alle modalità di reazione della banca a scenari di forte crisi.

Ecco il caso mr Rossi:

Il signor Rossi Mario possiede 90.000€ presso la sua banca di fiducia. Un giorno il durante il pranzo, una notizia al telegiornale rende amaro il pasto dell’uomo. La sua banca sta per fallire.

Cosa succede ai risparmi del signor Mario? Per rispondere a questa domanda, è fondamentale ricostruire la storia del signor Rossi cliente della banca, riassumendo il tutto in due casi fondamentali.

1°) Il signor Mario, tipico esponente della classe media, ha un lavoro rispettabile e ha deciso di depositare i propri risparmi di una vita in un semplice conto corrente a vista. In questo caso, il regime di Bail In, protegge il signor Rossi.

Il Bail In si applica seguendo una gerarchia. Chi investe in strumenti finanziari più rischiosi sostiene prima degli altri le eventuali perdite. Solo dopo aver esaurito tutte le risorse della categoria più rischiosa si passa alla categoria successiva. Quindi per il salvataggio della banca, verranno prima utilizzati i fondi di azionisti e obbligazionisti e solo dopo si attingeranno risorse dai conti correnti, solo se superiori a 100.000€. Esiste inoltre un fondo europeo, il DGF (Deposit Guarantee Found), costituito ex ante da numerosissime banche dell’unione per un valore di 55 MLD di Euro. Questo fondo contiene le somme necessarie a garantire i depositanti in caso di default della banca.

2°) Il signor Mario, ha fatto il furbetto. Il suo family banker ha consigliato l’acquisto di alcune obbligazioni subordinate, con un rendimento pari a 3 volte rispetto ad un normale conto corrente. Rossi non ha cultura finanziaria, ha firmato un contratto senza nemmeno leggerlo. Lui è uno giusto, non un banale correntista come tutti gli altri. Il signor Mario, non lo sa nemmeno, ma è appena diventato uno speculatore. I suoi 90.000€ di obbligazioni saranno tra i primi ad essere utilizzati in caso di fallimento della banca. Il signor Mario ha capito che in finanza rischio e rendimenti sono sempre direttamente proporzionali. Pur a causa di una sponsorizzazione truffaldina del family banker, il Rossi ha firmato un contratto che lo ha reso vulnerabile al default, quindi possiamo anche affermare che non ha subito alcuna truffa.

 

E tu, quale dei due signor Rossi sei?

Nicolò Libertino

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