Miroddi perde altri pezzi, a Piazza Armerina va in scena il cinepanettone.

Che oscenità, che malessere, vorrei bere tanto di quel vinello nostrano da sentirmi male e non capire più nulla, ma sono certo che tutto ciò non basterebbe a farmi dimenticare ciò che sta accadendo nella “politica” piazzese, una serie di goffi tentativi di rifarsi la verginità degne di un cinepanettone. E mo? E mo so ca**i, direbbe un delicatissimo Christian De Sica.

Come avevo scritto in un precedente articolo, l’estromissione del Vice Sindaco Mattia avrebbe sicuramente comportato altri “terremoti politici” ed in effetti così è stato, i consiglieri Manuela Lentini, Daniele Lo Presti e Laura Saffila (gruppo Curcuraci?) in un comunicato annunciano di “revocare la fiducia all’attuale amministrazione” inoltre i tre moschettieri sottolineano come ” non essendo più, da tempo, l’azione di questa amministrazione conforme alle regole che devono essere poste a base di un’azione di governo collegiale e democrartica.” (Si, l’errore grammaticale è farina del loro sacco, forse c’era freddo mentre abbandonavano Miroddi).

Fa strano sentire parlare di regole. Tutta questa amministrazione si è principalmente basata su una serie di voltagabbana, voltafaccia, volta tutto, non dimentichiamo che molti consiglieri che sostengono (o hanno sostenuto) Miroddi provengono dal centro destra che alle passate elezioni sostenevano la candidatura di Maurizio Prestifilippo.

Ah già ma ora sono tutti di centro “sinistra”, il virgolettato è d’obbligo perché se loro sono di sinistra io mi reputo marxista-leninista e se ci fosse davvero qualcuno più a sinistra io in automatico mi collocherei più a sinistra, ma poi se Luisa Lantieri può essere il massimo esponente del Partito Democratico in città non vedo perché non mi possa definire l’erede di Palmiro Togliatti. Un cinepanettone, questa è la politica piazzese, altro che regole.

Abbandonare il Sindaco a pochi mesi dalle elezioni è il più clamoroso degli autogol, sono anni che da questo sito denunciamo l’inadeguatezza di questa amministrazione che, in questi cinque anni, ha solamente dato il definitivo colpo di grazia alla nostra città. Dov’erano questi consiglieri mentre i cittadini piazzesi lamentavano una grande malessere nei confronti di questa amministrazione? Dov’era la consigliera Laura Saffila mentre dal sostenere Maurizio Prestifilippo passava a sostenere Filippo Miroddi, salvo poi abbandonarlo quando oramai la nave era affondata? Li vedete Massimo Boldi e Christian De Sica? Siedono in consiglio comunale pronti a girare “Natale a Piazza Armerina”.

La stessa Assessora Rita Marotta è stata eletta con “Grande Sud” (per Prestifilippo!) ma si è ritrovata per magia a sostenere Miroddi e addirittura ad esserne assessore. Ah le regole, le regole, ma quali regole? Le regole dell’arte di arrangiarsi.

Ma mica è finita qui, nossignore.  Dietro le quinte iniziano a serpeggiare i primi volti nuovi, qualcuno ha già pronto il naso finto, qualcun altro indossa gli occhiali, altri invece hanno cambiato tinta dei capelli, eccoli sono proprio loro: i volti nuovi della politica piazzese, ma attenzione come in tutti i cinepanettoni che si rispettino la trama è sempre la stessa, i protagonisti seppur con nomi diversi sono sempre gli stessi e faranno pressoché le stesse identiche cose di tutti i vecchi film, ma oh, è pur sempre un “nuovo film”. Estica**i direbbe un sempre delicatissimo Christian De Sica.

Povero Sindaco, povero Filippo Miroddi, Bruto e Cassio a confronto sono due persone leali rispetto a quello che sta subendo lui, ma ahimé, ahinoi il tutto era già scritto: un’amministrazione che nasce principalmente dai tradimenti, si nutre di tradimenti sarà inesorabilmente vittima dei tradimenti.

La competizione per le prossime elezioni comunali è già iniziata, Luisa Lantieri ha il suo poderoso esercito pronto a conquistare Piazza Armerina, chissà che durante la sua avanzata non trovi Leonida coi suoi 300 spartani.

Un cinepanettone dalla trama scontata, un teatrino politico di bassa lega ed una constatazione che è oramai sulla bocca di tutti: il cinepanettone non fa più ridere.

Benito Rausa

 

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