Lo sport piazzese e la carenza di impianti – Di Francesco Falcone

C’è stato un tempo in cui Piazza Armerina vantava la presenza di una quantità non indifferente di impianti sportivi. Ciò permetteva ad ogni società di praticare la disciplina sportiva senza nessun tipo di problema. Negli ultimi anni invece la situazione si è completamente ribaltata, portando lo sport armerino verso un lento declino. Se c’è una parola che può descrivere tale situazione, questa è <<sofferenza>>.

Dei 12963428_1160879317278881_4680938843685425999_nmolteplici impianti presenti sul territorio solamente uno sembra essere in buone condizioni: il Palaferraro o comunemente chiamato Palatenda. Annualmente tutte le società sportive, non avendo alternative, fanno a gara per assicurarsi gli orari migliori che vadano a rispettare principalmente le esigenze degli atleti.

Analizzando gli altri impianti emergono numerose altre problematiche: la palestra Giardino Garibaldi presenta evidenti problemi strutturali, dovuti prevalentemente all’età, infatti ogni volta che piove quest’ultima si allaga creando non pochi disagi a chi ne usufruisce; la palestra EX-Itis è completamente inagibile a causa del tetto in amianto e non sembra esserci nessun piano di bonifica e recupero della struttura; il campo sportivo S. Ippolito presenta diverse problematiche che vanno da quelle strutturali a quelle igieniche infatti gli spogliatoi così come i bagni non vengono puliti regolarmente, obbligando le stesse società sportive ad occuparsi di tutto ciò; il palazzetto dello sport in contrada Polleri (vicino professionale femminile) è completamente abbandonato a vandali e ladri che nel corso degli anni l’hanno trasformato in un vero e proprio cantiere all’aperto. Il comune ha presentato uno schema di intervento al fondo gestito dal Coni il cui finanziamento, di circa 800 mila euro, dovrebbe rilanciare la struttura.

Detto ciò la domanda da porsi è la seguente:” perché investire 800 mila euro in una struttura non centrale e dagli altissimi costi gestionali e non suddividere la medesima cifra nella ristrutturazione di impianti come l’Ex-Itis e la palestra Giardino Garibaldi?”. È evidente che la spesa di recupero di quest’ultimi è molto più bassa e i soldi risparmiati potrebbero essere riutilizzati per recuperare anche impianti secondari come il campetto della castellina e/o intervenire sui campi da tennis Bellia, non tralasciando il Palaferraro. In questo modo le società sportive armerine sarebbero suddivise equamente in più impianti senza andare ad affollare il solo Palaferraro che, ahimè, sta iniziando a dare i primi segni di cedimento.

Francesco Falcone

Rispondi

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: