La ‘Buona Scuola’ di Masuzzo

Caccia al tesoro di news e storie col Prof. cicerone

Tutti le vogliono e chiunque può prenderle. Di cosa sto parlando!?…chiamiamole pure ‘lezioni itineranti’ di storia armerina, sono le ‘chicche dal passato’ del Prof. Gaetano Masuzzo, che dal web alla condivisione social, rimbalzano come una moda impazzita! È da non molto tempo che lo style di istruirsi a spasso per la città addirittura azzarda entusiastiche riunioni cittadine di appassionati freschi di curiosità, portandoli tutti insieme a passeggiare alla volta di suggestivi angoli e archi, vicoli e cortili, passando poi per antiche strade mastre già note, ma sempre con l’occhio clinico inusitato di chi si sofferma – come se guardasse per la prima volta – ad ammirare col naso all’insù, il petto in fuori e…la pancia in dentro (guai a smentire le abitudini lavorative del Prof.!)!

 

…Che poi, da quando Masuzzo ha potuto assaporare i fasti oziosi nell’Eden della pensione, spendersi ad osservare i muri di storici edifici – crucciandosi qualche minuto in più sui cimeli in metallo annerito recanti le denominazioni ormai inesistenti delle cosiddette ‘assicurazioni’ di un tempo che fu molto ma molto in là- …non è mai stato così facile! Come pure mai dovette essere così ovvio, accorgersi delle obsolete intitolazioni stradali marchiate in alto dai numeri civici…chissà, magari presso le abitazioni di  nostri amici, parenti, conoscenti, o semplici sconosciuti concittadini anonimi. C’erano, ci sono, e fino al nostro ultimo weekend nostrano quasi non ne conoscevamo l’esistenza. Provate a chiedere in giro dello “Stradale Altacura”!

 

 

Perbacco: non debba però il titolo indurre in fallo! Che l’era del ‘Matteo politico’ sia trascorsa o meno, è certo che da adesso in avanti – da buoni piazzesi istruiti ‘alla Masuzzo’ – eviteremo di far brutta figura passando sulla sopraelevazione di Via Sturzo, ma sapremo che guardare con più rispetto e consapevolezza al panorama di portoni e ingressi popolari sottostanti, è cosa buona e giusta! Saluteremo la memorabile ‘fontana della Culovria’ (di cui lo stesso animale mitologico che qualcuno nel tempo ha affermato di aver visto realmente) una volta giunti in piazza De Gasperi, certi che, volto il capo da sinistra a destra, avremmo potuto beneficiare ancora oggi della vista di un torrente dalle acque altamente curative, le quali – discendendo dalla fonte sulfurea del Piano Teatini – andavano ad incanalarsi giù per l’odierna via Roma. In breve, si pensi un po’, saremmo potuti divenire i depositari felici delle fortune moderne di un centro dall’eco pari a ‘Piazza Armerina Terme’! Ma per noi – graziosi abitanti di una orgogliosa ‘macchina culturale a sei porte’ – sognare non costa nulla!…e se questa non s’ha da dire ‘Buona Scuola’, Masuzzo è forse meno pensionato oggi ma più Prof. di ieri e…perché no…tanto quanto lo sarà domani!

Ambra Taormina

 

Rispondi

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: