A.GE.DI vi augura un 2018 pieno di emozioni e solidarietà!

L’Associazione ha presentato il calendario!

A tutti i nostalgici timorosi degli anni che passano…preciso che, strano ma purtroppo vero, il 2017 volge già verso la sua fine naturale! E a chi è ancora alla ricerca dell’ennesima copia del famoso ‘calendario della fine dell’anno’ – specie di rituale per cui si fa a gara per avere quello del negozio di fiducia, macelleria o supermercato che sia – voglio ricordare che nel 2018 ormai imminente, avremo l’opportunità di sfogliare mese dopo mese di emozioni e solidarietà,  firmate A.GE.DI e Tyracia.

“Emozioni e Solidarietà 2018” è il bell’augurio che spicca sull’orgoglioso frontespizio del calendario realizzato dai bambini e dagli adulti disabili dell’associazione piazzese, coadiuvati dalla collaborazione degli immancabili volontari, e dai genitori. Sono stati proprio loro, infatti, a farsi baciare (anche quest’anno) dalla fortunata collaborazione di due esperti locali, nonché ‘ottimisti’ della creatività: Angelo Scroppo, artista, e Giuseppe Di Vita, fotografo.

…Ed ecco che – per non essere da meno nella gara dell’accaparramento del ‘calendario dell’anno che verrà’ – anch’io ho voluto mettermi in gioco, questa volta onorando il bel proposito solidale di A.GE.DI. Ho visitato personalmente l’associazione, e sentito con le mie orecchie raccontare della forza con cui, tutti i giorni, gli associati vanno avanti con la posa sempre di un nuovo mattoncino che serva a mettere in piedi un edificio possente per l’avvenire: quello della solidarietà per i più fragili.

Ma ieri, avere modo di toccare con mano il calendario – presentato nella serata dello scorso venerdì 1 dicembre – mi ha donato l’opportunità di trovarmi a tu per tu col volto grato e sorridente di una delle mamme A.GE.DI. Uno scambio di parole breve, casuale, ma intenso e partecipato, è stato quello intercorso tra me e la signora; un dialogo che mi ha aperto quell’altro poco che basterebbe  a chiunque per  approfittare di uno spiraglio d’accesso al delicato mondo della disabilità psichica.

<<Domani sarà la giornata internazionale delle persone con disabilità>>  commentava la signora, in piedi davanti a me. Nel suo volto, la gioia semplice di chi ha tanta voglia di fare, tanta voglia di trovare in sé e negli altri, energie da spendere bene; energie da spendere e far spendere nel programmare un presente di piena consapevolezza – per chi non può sapere né provare – delle difficoltà non indifferenti di cui è obbligata a sobbarcarsi una famiglia in cui c’è un disabile da accudire. Energie da impiegare per costruire un futuro in cui essere disabili, non debba più essere una colpa sociale.

<<Tanto spesso mio figlio percepisce il suo essere diverso. È un ragazzo sensibile. Capisce di essere difficilmente accettato; di conseguenza, si isola e si rifiuta di uscire con noi genitori. Non trovo amici che siano disposti a stare con lui…neanche se li pago!>>. Suonano amare, ma sono pur sempre terribilmente veritiere e reali: sono le frasi sincere e istintive pronunciate con delusione, da un genitore che porta su di sé il gravoso onere di scontrarsi tutti i giorni con una società di preconcetti, e stupida selettività dell’essere umano. Società, la nostra, in cui modernità ed emancipazione abusate e tutte esteriori, combattono ancora una controversa battaglia intestina, per spuntarla contro l’handicap della cecità degli animi.

Sono ancora tanti in Italia, i disabili che sperano in risposte più positive da un governo più presente e attivo; è ancora lunga la strada da percorrere per abbattere le barriere di chi nasce o acquisisce una disabilità psicofisica. <<L’inutile burocrazia italiana, mi impone di sottoporre mio figlio a controlli periodici per verificare che sia ancora in diritto di ricevere la pensione di invalidità. Sono sconfortata all’idea di doverlo umiliare tutte le volte, sottoponendolo a quest’inutile trafila! Non ho bisogno dei loro soldi. Solo un miracolo potrebbe riportare mio figlio alla ‘normalità’, e io…non smetto di sperare in un miracolo!>>.

Il calendario A.GE.DI, è uno spunto di riflessione votato all’umiltà e all’autenticità del vivere quotidiano. Nelle rappresentazioni artistiche dei suoi motivi, lo scopo didascalico che istruisce al rispetto, radicando il germe della sensibilizzazione in ciascuno di noi, attraverso la meditazione sui momenti della vita di Gesù. Un metodo efficace e indispensabile per prepararci a ricevere il messaggio dell’Avvento, e ripercorrerlo per tutto il nuovo anno.

L’amicizia e la vicinanza di tanta gente comune, è il requisito minimo richiesto per alleviare il peso della croce quotidiana delle famiglie con disabili. L’entusiasmo, l’ingrediente necessario di chi va avanti col proposito sempre ottimistico, di rendere la società a misura di chi è solo un po’ più diverso da noi.

Ambra Taormina

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