IL FUOCO DIVORA DENTRO

E’ stato un Luglio letteralmente di fuoco quello vissuto da Piazza Armerina durante l’estate 2016.

Tralasciando tutte le considerazioni morali, le maledizioni sacrosante lanciate ai piromani, le belle parole proviamo a fare il punto della situazione in maniera costruttiva.

Parlare di emergenza fuoco in Sicilia ultimamente è fin troppo attuale e sdoganato, quindi vi prego di prendere ciò che sto per scrivere con le pinze. Le informazioni che sono riuscito ad ottenere sono frammentarie e probabilmente poco precise.

Prevenzione:

Ad oggi, risulta, che molti dei lavoratori forestali siano ancora in fase di assunzione.

Considerando che il loro scopo primario è la protezione del patrimonio attraverso varie strategie, come la realizzazione di viali “parafuoco” atti alla circoscrizione del fronte del fuoco. E’ evidente il ritardo strategico delle assunzioni, causa principale del rallentamento dei lavori nelle zone più a rischio. Sarebbe opportuno costruire una pianificazione generale migliore per permettere ai lavoratori di ottimizzare e pianificare i lavori di protezione dei nostri boschi.

 Coordinamento:

Mi è capitato di vedere all’opera gli addetti allo spegnimento incendi (Vigili del Fuoco, Pompieri Forestali, Volontari). Parliamo di uomini, donne e ragazzi che rischiano la vita per il bene o le cose altrui, armati di buona volontà e mezzi obsoleti e spesso sono coordinati.

Il “Coordinatore locale dell’emergenza incendio” dovrebbe essere una persona con una grande conoscenza del territorio, capacità organizzative e legittimata ufficialmente come una figura direttiva interforce. Dovrebbe dare disposizioni a tutte le persone impegnate in una determinata operazione per massimizzare il risultato finale, ovvero la limitazione dei danni e la salvaguardia delle persone.

 

Sanzioni:

Le disposizioni regionali in materia vietano, per un periodo di cinque anni, la caccia, il pascolo ed il transito in genere su aree che sono state oggetto di incendi. Non credo che sia mai stata comminata un sanzione in questi casi. Visto il perpetrarsi e l’esponenziale aumento degli incendi, le forze dell’ordine tutte, nessuna esclusa, dovrebbero attivarsi in maniera sistematica al fine di rendere il territorio bruciato totalmente inutilizzabile. In questo caso il numero degli fuochi appiccati da “cacciatori” disonesti, pastori scellerati, raccoglitori di erbe spontanee senza scrupoli dovrebbe diminuire in maniera drastica, proprio perché le dette aree non potrebbero nemmeno essere calpestate.

 

Nulla di tutto ciò sarà fatto.

Ci ritroveremo l’anno prossimo a scrivere post sui social, articoli e scemenze varie, pieni di sdegno e belle parole. Nessuno di noi avrà fatto nulla.

La nostra terra, pian piano ci consegnerà il conto da pagare.

 

Nicolò Libertino

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