Finissage: da Milano a Piazza Armerina. Quattro passi con Miky Degni

Milano – Piazza Armerina con tappa obbligatoria nella sua Modica, e poi ritorno alla base di Porta Ticinese. Questo il percorso che ha segnato la novella avventura siciliana del graphic designer che dipinge col vino. Tanto per ricordarlo, Miky Degni è stato l’ospite d’onore dell’estate piazzese: dalla tanto attesa tappa post-ferragostana che ce lo ha fatto conoscere di persona per la prima volta il 18 agosto, ai saluti finali dello scorso sabato 28 ottobre, in occasione della chiusura della sua mostra “Dipinti Ubriachi”.

 

Non è un caso se a Piazza Armerina ormai lo conoscono tutti:  Miky è stato per molti la novità con cui si fa presto a familiarizzare; il suo personaggio ha segnato l’osservatore a forza di occhialino scuro modaiolo in pendant con l’elegante cravattino maculato di tendenza; e poi ci sono stati i suoi generosi modi da amico della porta accanto ad intrattenere amabilmente come in un simpatico convivio informale, i tanti ospiti che sono intervenuti a salutarlo nel weekend da Suite d’Autore.

 

Ma il fascino organizzativo della serata di finissage, non è stato l’unico motivo conduttore ad esaltare la seconda ospitata del nostro artista, e io, personalmente, non mi sono lasciata sfuggire l’occasione di giocare con il suo eclettismo!…a dire il vero, mi sono fatta strada nel tentativo, stavolta, di ubriacare lui con un po’ di bellezza barocca armerina e di gusto nostrano; cercando altresì di carpirne il pensiero, rubandogli qualche indiscrezione su politica e attualità, in Sicilia e nel nostro Paese. Galeotta è stata una piacevolissima passeggiata attraverso una piccola parte delle bellezze storiche della città, per un caffè tra amici.

 

Cosa c’è di meglio del confrontarsi con chi è ottimo conversatore, ma soprattutto attento ascoltatore!? Miky Degni è stato l’uno e l’altro. Interessato ai miei abbozzati tentativi (spero riusciti) da cicerone e storico improvvisato della situazione, si è aggirato col naso all’insù per alcuni dei nostri suggestivi vicoli. E allora giù per la famosa ‘Scalinata dello Zoppo’ ad ammirare con stupore la meravigliosa facciata della Chiesa di Sant’Anna, parte integrante dell’ormai proverbiale tessuto storico delle note 100 chiese, per poi rendersi conto – una volta giunti davanti all’imponente scalinata di Sant’Ignazio di Loyola – che non è poi solo un caso isolato, se dalle nostre parti le chiese si trovino spesso l’una di fronte all’altra, come a guardarsi.

 

Il Collegio dei Gesuiti col mezzobusto del nostro concittadino seicentesco Prospero Intorcetta  (primo traduttore di Confucio in latino) hanno destato l’interesse di Miky, così come le belle pietre medievali del maniero voluto da re Martino I il Giovane – una volta giunti sull’antico ‘Colle degli Aranci’ – sono stati per lui il motivo di una critica sentita sulla compravendita dei monumenti storici a prezzi stracciati, per farne, in molti casi, abitazione privata di qualche acquirente di turno:”È come se Berlusconi comprasse a Milano il Castello Sforzesco, per farne la sua nuova dimora!” non si è trattenuto dal commentare.

 

Il Senato di Via Cavour, i tanti stemmi dei Trigona – di Canicarao, di Gerace, di Sant’Elia, Caldarera, di Mandrascate – sparsi per il quartiere più antico del centro storico piazzese, e osservati passo dopo passo e su e giù per le talvolta impervie stradicciole di basole laviche e pietra, hanno seguito il nostro ospite alla volta di templi religiosi, conventi, e antiche dimore di baroni, conti, marchesi, duchi, e principi, che susseguendosi nel tempo a popolare la nostra città rendendola ‘Sacra e Nobile’ (come diceva lo storico Padre Giovanni Paolo Chiarandà) hanno pure, nel 1991, ispirato Sveva Casati Modignani nella stesura del suo romanzo bestseller “Il Barone”.

 

Fermo a contemplare la maestosità di Piazza Cattedrale, ombelico artistico nel centro della Sicilia, Miky non ha potuto non fermarsi ad apprezzare la fusione complementare tra natura e urbanistica: tratto peculiare tipico di un territorio in cui l’esperta mano dell’uomo impressa sulla pietra arenaria, fa da contraltare al lussureggiante panorama di cui si gode dall’omonimo belvedere.

 

Il turismo è la principale fonte di sostentamento dell’economia del territorio Siciliano! Scicli, pur nella sua piccolezza, è un centro ben curato che ospita turisti da ogni dove. Modica gode di un’ottima fama turistica grazie al cioccolato. È un peccato che tanta bellezza in un centro denso di attrattiva come Piazza Armerina, non sia opportunamente valorizzata!”  ha commentato Miky in vetta al pulpito della nostra città. Come dargli torto!? D’altronde, non ho mancato di ricordargli che l’un tempo celebre ‘nidus et seminarium sanctorum’, ora decadente convento di Santa Maria di Gesù, ospita le spoglie del beato francescano frat’ Innocenzo Milazzo, in pieno oblio.

 

In questo contesto di gradevolezza barocca e mediterranea in cui la Sicilia si segnala quantomeno per le bellezze (anche nascoste) del suo patrimonio, che posto occupano le imminenti elezioni del 5 novembre? Tante le perplessità che sono seguite alla domanda, e da ambedue le parti: “La Sicilia ha bisogno di guide forti che creino le condizioni necessarie perché questa terra si sviluppi in modo concreto, e affinché i suoi talenti non debbano più scappare lontano per cercare fortuna, andando ad arricchire le altrui società, vicine o lontane che siano. I mezzi di trasporto pubblici e i collegamenti, sono altrettanto una problematica da risolvere. Se, mettiamo caso, volessi recarmi a Modica partendo da Piazza Armerina, non saprei come fare senza avere un’auto a disposizione!”

 

E, nel tiepido pomeriggio ottobrino che prometteva bene, ancora freschi del turbolento e controverso ‘scisma’ catalano propinatoci da tv e giornali, non ho lasciato correre l’opportunità di chiedere a Miky Degni cosa ne pensasse del referendum d’indipendenza che aveva da poco chiamato i cittadini della Lombardia ad esprimersi: “Non sono uno scismatico e un separatista, non mi piace disgiungere, io sono uno che unisce!” è stata la risposta. Nessuna sorpresa: l’arte, cifra distintiva dell’artista meneghino, è senza dubbio mezzo di unione e condivisione.

 

E così, il mio soleggiato pomeriggio in compagnia di Miky, si è concluso esattamente come predetto da un ‘copione’ annunciato: un tour in cui bellezze artistiche in quantità, non avrebbero potuto non condurre il nostro ospite dritto dritto tra le braccia delle prelibatezze della produzione dolciaria locale. La scelta si è posata su una sfornata di fragranti paste di mandorla dal delicato sapore di vaniglia, confezionate da una nota pasticceria del centro, come vuole l’antica ricetta di famiglia. Perché a noi siciliani, ospite e famigghia…guai a chi ce li pigghia!

Ambra Taormina

Rispondi

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: