Estate Armerina 2016: Storia di un fallimento annunciato.

 

“Panem et Circenses” è una definizione nota a chi ha masticato un po’ di storia latina. Quando nell’Urbe il popolo mugugnava contro i poteri forti, oppure quando più contendenti cercavano di accaparrarsi le folle per i loro scopi allora sfoderavano le armi mediatiche più potenti del tempo, il pane e lo spettacolo.

Forse qualcuno in preda ad una fortissima crisi d’identità ha creduto di essere un giovane e baldo Augusto in una Roma in miniatura chiamata Piazza Armerina. Un paio d’anni di feste di paese, sagre e cantanti di dubbio gusto per poter nascondere l’incompetenza dietro questo sottile e fragile velo.

I conti però si pagano e spesso sono molto onerosi.

Il primo passo verso la terribile picchiata estiva è la mancata approvazione del Bilancio comunale, che ha affossato la già ridicola capacità di spesa e programmazione del comune. I sentori del clamoroso flop sono diventati evidenti, quando in piena estate, era impossibile individuare un programma, anche modesto, per le vie della città.

Ho riso, quando vestito da simil Normanno, buttando un occhio al cielo ho visto le nuvole nere pronte ad inondare questa misera estate. Il meteo lo chiamo provvidenza, perché non puoi comprarlo, non puoi chiedere e poi ricambiargli un “favore” per un paio di giorni di sole in più. Il cielo è beffardo e quel grigiore dei giorni del palio mi ha regalato un grosso e forte ghigno.

Il palio ormai è snaturato, noi figuranti ci siamo sempre sentiti parte di una storia gloriosa e vivente, ma ultimamente il tutto è condito con una dose sempre più forte di veleno e acidi gastrici. Siamo solo parte di uno strumento politico, in mano a delle casate sempre più influenti e meno interessate alla manifestazione in sé. Non è però il momento opportuno per parlarne nel dettaglio. (Lo faremo presto).

Il botto finale è sempre lo stesso, anno dopo anno. Lo spettacolo pirotecnico è da sempre il termometro politico più accurato di Piazza ed è qui che ho visto qualcosa di unico.

Fischi, ululati e critiche. Il campo sportivo non è mai stato più stadio di quanto lo fosse ieri notte.

Ecco la morale del “Panem et Circenses”, in fondo è la storia ad insegnarcelo, il fuoco di ritorno brucia e rende vittima della stessa arma chi la storia non la conosce e tantomeno la rispetta.

Forse qualcosa alle 00:06 minuti del 16 agosto si è rotto. Forse…

Nicolò Libertino

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