Il Consiglio Comunale in coro: “il pronto soccorso non chiuderà, pronti a dar battaglia”

In data 23 Settembre del corrente anno, si è tenuto il consiglio comunale il cui ordine del giorno era  la discussione  del “nuovo piano di riordino della rete ospedaliera siciliana”, tale piano, tra le tante variazioni, vedrebbe il pronto soccorso dell’ospedale “M. Chiello” destinato alla chiusura.

Alta presenza di pubblico, sono presenti inoltre i due deputati regionali, l’onorevole Antonio Venturino e l’assessore agli enti locali Luisa Lantieri, i sindaci di Aidone e di Valguarnera.

Qui un breve riassunto di tutti gli interventi:

Il Presidente del Consiglio, Gianfilippo La Mattina,  ha esaminato la problematica inerente la bozza di riforma ospedaliera e ha passato la parola al consigliere Ribilotta che ha il compito di esporre i fatti nel dettaglio.

Il consigliere Ribilotta, nell’esporre i fatti, chiede l’immediato ritiro della riforma ospedaliera. La parola adesso passa all’assessore regionale Luisa Lantieri che esponendo i fatti, fa presente che l’assessore alla sanità regionale Gucciardi ha riferito che tale riforma è solamente una bozza, nulla è dunque definitivo ed il pronto soccorso non è a rischio chiusura. Questa versione però non coincide con ciò che viene riferito dal ministero, continua l’assessore Lantieri, non si tratterebbe infatti di una bozza ma di un vero e proprio riordino della rete ospedaliera in cui il pronto soccorso piazzese è destinato alla chiusura. L’assessore Gucciardi  avrebbe quindi mentito e messo a rischio l’intera rete sanitaria siciliana. All’oscuro di tutto il Presidente Crocetta che assicura che la bozza verrà bloccata e verranno sentiti tutti i sindaci.

Alla luce da ciò che ha dichiarato l’assessore Lantieri, l’assessore alla sanità Gucciardi avrebbe agito in autonomia dal governo regionale e avrebbe tenuto all’oscuro tutti, ad esclusione del Ministero. Con queste premesse, le dimissioni da parte dell’assessore regionale Gucciardi non sarebbero doverose? L’assessore Lantieri, invece, continuerà  a far parte di questo governo?

Il Consiglio Comunale continua, la parola passa all’onorevole Venturino “l’assemblea regionale siciliana non ha prodotto alcun documento riguardante la riforma sanitaria” l’onorevole ricorda la vicenda degli ospedali riuniti e tutte le polemiche che si sono susseguite. Continuando la sua esposizione ricorda di come la dottoressa Fidelio (direttore asp Enna) non abbia saputo gestire il progetto, da lui presentato, sulla lilt (lega italiana lotta tumori). Conclude: “se mai questo piano arrivasse in commissione sono pronto a dar battaglia per evitare una sua approvazione”. Parola al sindaco Miroddi.

Il sindaco Miroddi ribadisce l’essere contrario a questo piano di riordino e che già in passato aveva manifestato contrarietà alle recenti rimodulazioni,  aggiunge inoltre, che il governo regionale non ha più credibilità (si veda caso ipab che, secondo Crocetta, non doveva chiudere). Il sindaco è pronto a lottare con tutte le sue forze. Parola al sindaco di Aidone.

Il sindaco di Aidone Lacchiana, nel suo discorso, da tutto il supporto al sindaco Miroddi in difesa dell’ospedale. Il sindaco Draià di Valguarnera chiede l’unità d’intenti tra tutti i sindaci e si unisce a supporto per la salvaguardia dell’ospedale piazzese. Parola al consigliere Arancio.

Il consigliere Arancio, si oppone al riordino della rete ospedaliera e aggiunge che tale riordino non tiene conto delle necessità del territorio.  Consigliere Cimino: “l’assessore Gucciardi è stato superficiale”, il consigliere si dice incredulo nel sapere che di tale riordino Crocetta non sapeva nulla, l’assessore Gucciardi andava sollevato dall’incarico. Duro attacco al governo regionale. Conclude: “dobbiamo essere tutti uniti in questa battaglia”. Parola al consigliere Cursale.

Il consigliere Cursale propone di andare a Palermo e bloccare le strade. Consigliere Alfarini: “ho accettato a malincuore gli ospedali riuniti, la dottoressa Fidelio non è stata in grado di dare spiegazioni chiare su questa questione” continua “serve una riforma che coinvolga i territori e tenga conto delle loro esigenze”. Conclude: scendiamo in piazza e battiamoci per il nostro ospedale. Interviene il consigliere Marzullo: “questa riforma è fatta coi piedi, non tiene conto di nessuna esigenza dei territori” conclude: non c’è un lato razionale in questa bozza, va stigmatizzata”.

Si conclude così l’affollato consiglio comunale. Verrà preparato un documento di contrarietà al riordino della rete ospedaliera che sarà trasmesso a tutti i comuni dell’ex provincia di Enna e ai deputati regionali del collegio dell’ex provincia.  L’ospedale di Piazza Armerina non deve assolutamente chiudere

Benito Rausa

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