Il Palio dei Normanni è la nostra essenza. Proteggiamolo.

Sul Palio dei Normanni si è detto molto e si è scritto tanto, le polemiche sono oramai un classico che precede la più importante manifestazione della nostra città. Ogni anno è sempre la solita storia: da una parte i Comitati di quartiere, dall’altra l’amministrazione comunale, entrambi, a parole vogliono il bene del Palio ma puntualmente finiscono con il danneggiarlo, solamente a fine luglio, dopo tante polemiche,  il quartiere Casalotto ha confermato la sua partecipazione che era stata messa in dubbio dal Presidente dello stesso Comitato.

Non voglio mettere in discussione che, sia l’amministrazione comunale sia i comitati di quartiere vogliano solamente il bene del Palio dei Normanni, viene però difficile capire perché tali polemiche nascano puntualmente a meno di un mese della manifestazione, tra l’altro sono polemiche che, in fin dei conti, sono fine a se stesse poiché l’anno successivo vedrà il ripetersi dello stesso copione con un quartiere diverso o con un altro cavillo, a questo punto è lecito domandarsi: ma il Palio dei Normanni non era dei cittadini piazzesi? È una frase che oggi, e forse anche da più tempo,  lascia il tempo che trova.

Da tempo oramai si sente parlare della creazione di un ente palio, della possibilità di acquistare costumi, di riceve somme per l’acquisto di tale attrezzature, di poter disporre di un regolamento condiviso da tutti e via dicendo, tutte queste bellissime idee però, rimangono solamente delle belle parole gettate al vento, il nostro Palio è oggi, purtroppo, ridotto  ad una semplice manifestazione legata solamente alla tradizione locale, in più bisogna anche aggiungere che negli anni vi è stata scarsa promozione dell’evento. Questo sicuramente può comportare un danno economico (ma non solo)  per la città e per i suoi commercianti che vedono nel Palio un importante strumento per il rilancio economico delle proprie attività e della stessa città di Piazza Armerina.

Ecco perché le polemiche attuali sono e saranno sempre inutili, bisogna una volta per tutte sedersi tutti insieme – già alla fine di questa travagliata edizione – ed iniziare a parlare di soluzioni su come evitare che il prossimo anno il Palio sia ridotto ad una mera sagra paesana del carciofo.

Il tira e molla ha francamente stufato, se è vero che il Palio è dei cittadini piazzesi, i comitati e le amministrazioni stesse si facciano da portavoce di tutte le  proposte che vengono presentate, che si creino dei dibattiti o dei tavoli tecnici ed infine  sì elabori un unico documento che funga come legge ferrea per il Palio dei Normanni.

Il Palio prima di essere una manifestazione, una giostra, una cavalcata è parte dell’anima di ogni piazzese che ama e rispetta la propria città: in fondo, cosa sarebbe Piazza Armerina senza il suo Palio dei Normanni? Ecco perché tutti noi dobbiamo unirci e valorizzare al massimo il nostro Palio impedendo che ogni anno venga depauperato di tutta la sua ricchezza e della sua bellezza storica, purtroppo i personaggi ambigui che giocano con il nostro palio ci sono e ci saranno sempre spetta a noi e ai comitati difenderlo e tenere alla larga questi personaggi dannosi. Viva il Palio dei Normanni Villa Piazza Armerina.

Benito Rausa

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