Le elezioni politiche si avvicinano, come andò nel 2013? Risultati con un occhio su Piazza Armerina.

In vista nelle prossime elezioni, ecco a voi un riassunto di cosa accadde nelle elezioni politiche del 2013 con uno sguardo ai risultati siciliani e a a quelli di Piazza Armerina.

Dove eravamo rimasti?
Nel lontano 2013 si tennero in Italia le elezioni politiche che portarono fondamentalmente ad una non vittoria da parte di nessuna delle forze politiche tradizionali, le elezioni del 2013 videro però una forte affermazione del Movimento 5 Stelle.
Come si arrivò al voto? Le camere vennero sciolte anticipatamente dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, finiva il governo tecnico presieduto da Mario Monti, un governo che gli italiani ricorderanno bene come il governo delle “lacrime e del sangue”.

I sondaggi. Nel 2013 i sondaggisti attestavano il centro sinistra targato Pierluigi Bersani a circa 5-7 punti di distanza rispetto il centro destra a guida del sempreverde Silvio Berlusconi, il Movimento 5 Stelle di Beppe Grillo veniva attestato invece, dalle diverse società di sondaggi, con una percentuale che andava dal 13% al 16%. Insomma secondo i sondaggi non c’era storia: la coalizione guidata da Bersani avrebbe sconfitto l’acerrimo nemico Silvio Berlusconi mentre il Movimento 5 Stelle si sarebbe limitato ad un ruolo marginale di opposizione. Tutto sbagliato.

La campagna elettorale di Pierluigi Bersani fu condotta sottotono e con l’unico obiettivo di “smacchiare il giaguaro” ovvero Silvio Berlusconi visto oramai come un avversario debole e non più credibile. Dall’altra parte invece Silvio Berlusconi conduceva la sua solita campagna elettorale con i soliti slogan che puntano a far breccia alla pancia dell’elettorato, Berlusconi era ben consapevole della difficile possibilità di riuscire a battere il centro sinistra, le difficoltà venivano già da lontano: nel 2011 infatti il suo governo terminò drasticamente con l’Italia in piena crisi economica e con la sua coalizione oramai allo sbando, l’incarico di formare il nuovo governo ad un tecnico come Mario Monti fece tutto il resto.

Il Movimento 5 Stelle, che si presentava a queste elezioni per la prima volta, si mostrò subito come un Movimento trasversale ed estraneo alle due ideologie tradizionali (destra e sinistra), il Movimento rivendicava la lotta ai privilegi politici, lotta agli spechi, taglio degli stipendi e cosi via. Un programma semplice ma che, come vedremo, seppe far breccia su una grossa fetta di elettori che vedevano oramai le due forze politiche come non più in grado di ascoltare le loro esigenze.

Dopo questa premessa andiamo ad elencare cosa accadde realmente, va ricordato che si votava con la legge elettorale definita “porcellum” una legge proporzionale con premio di maggioranza e liste bloccate. La legge venne dichiarata incostituzionale con una sentenza della Corte Costituzionale nel 2014.

L’affluenza fu del 75,20%.

La coalizione di Bersani ottenne, alla Camera il 29,55% dei consensi, mentre al Senato raggiunse il 31,63%.

La coalizione di Berlusconi ottenne, alla Camera il 29,18% dei consensi, mentre al Senato raggiunse il 30,72%.

Il Movimento 5 Stelle ottenne il 25,56% alla Camera ed il 23,80% al Senato.

Da questi pochi numeri fu subito chiaro che l’Italia non avrebbe avuto un governo forte, si sarebbe dovuto ricorrere infatti alle famose “larghe intese”. Pierluigi Bersani uscì da questa polveriera totalmente ridimensionato, tant’è vero che dopo lunghe consultazioni e svariate polemiche l’incarico di formare il governo fu affidato ad Enrico Letta, il suo governo ebbe vita breve e venne rimpiazzato dal governo di Matteo Renzi dimessosi poi nel 2016 dopo la sconfitta al referendum costituzionale. L’ultimo governo della XVII legislatura venne affidato a Paolo Gentiloni, ma questa è un’altra storia.

Dalle nostre parti come si votò?
In Sicilia si ebbero i seguenti risultati: affluenza oltre il 60%.
Per quanto riguarda la circoscrizione Sicilia 1, la colazione di Bersani ottenne alla Camera il 21,77% dei consensi, nella circoscrizione Sicilia 2 ottenne il 21,56% dei consensi. Al Senato ottenne il 27, 33%.

La Sicilia si è dimostrata dal 1994, terra di grandi successi per Berlusconi e, nonostante un forte ridimensionamento, ottenne nella circoscrizione Sicilia 1 il 30,73%, nella Sicilia 2 invece il 31,83% dei consensi. Al Senato ottenne il 33,39%.

Successo del Movimento 5 Stelle che nella circoscrizione Sicilia 1 ottenne il 34,55%, nella Sicilia 2 il 32,74%. Al Senato i “grillini” il 29,53% dei consensi.

Anche da questa fotografia emerge come nessuna forza prevalga nettamente sull’altra, fu però certo fin da subito che il centro sinistra in Sicilia perse tantissimo cedendo il passo al centro destra e al Movimento 5 Stelle, un durissimo colpo visto che nell’ottobre del 2012 Rosario Crocetta (centro sinistra) aveva conquistato il ruolo di governatore dell’isola.

Veniamo invece a Piazza Armerina amministrata allora dal Sindaco, in quota PD, Carmelo Nigrelli e dove il Movimento 5 Stelle aveva eletto, sempre nell’ottobre 2012, il deputato regionale Antonio Venturino. Anche il partito “Grande Sud” aveva visto l’elezione di un altro deputato piazzese, parliamo di Luisa Lantieri.

Con un’affluenza del 65,34% si ebbero i seguenti risultati:

La coalizione di Bersani ottenne, in terra piazzese, il 19,85% mentre il principale partito della coalizione, il Partito Democratico, ottenne il 17,9%. Molto diverso il dato del Senato dove la coalizione ottenne il 28,02% ed il PD il 15,92%.

Paradosso vuole che in quel periodo a Piazza Armerina, non vi fossero esponenti dei partiti principali di centro destra (almeno non alla luce del sole) ma nonostante ciò la coalizione raccolse, alla Camera, il 36,27%. Il Popolo delle Libertà ottenne un strabiliante 28,63% seguito dal partito “Grande Sud” con il 2,9%.

Al Senato, il centro destra confermò la sua forza con il 37,64% con il PDL che conquistò il 28,94% dei consensi. Il 2, 78% andò alla lista Grande Sud.

Sull’onda dell’entusiasmo per l’elezione di un deputato regionale, il Movimento 5 Stelle ottenne: alla Camera il 31,37% dei voti e al Senato il 26,42%.

Insomma anche a Piazza Armerina le tre forze stabilirono un certo equilibrio, equilibrio che però pendeva più verso il centro destra ed il Movimento 5 Stelle, anche nella nostra città il centro sinistra risultava essere fortemente azzoppato.

In ogni caso l’Italia, grazie soprattutto ad una pessima legge elettorale, non riuscì ad esprimersi verso un’unica forza politica che avesse garantito una certa stabilità, la frammentazione porterà alla formazione di tre fragili esecutivi (sempre targati PD) ma con l’ausilio di diverse forze politiche che spaziavano dai semplici cambia casacca al centrodestra, fino ad arrivare alla nascita di nuove forze politiche che assai spesso sono andate a sostegno del governo.

Il 2018 potrebbe essere un film già visto che porterà nuovamente l’Italia in una situazione di stallo e, vista la nuova e pessima legge elettorale, ciò comporterebbe ad ulteriori formazioni di larghe intese e a governi fragili causati dalla loro eterogeneità. Chi vivrà, vedrà.

Fonte sondaggi 2013: Sondaggi 2013

Risultati e percentuali: Ministero Interno – Archivio risultati elettorali

Benito Rausa

Rispondi

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: