La Sicilia degli indagati e di “Riina brava persona”. Non ci resta che fuggire.

Sicilia: stavolta non è Gattopardo è vera e propria involuzione. L’ultima delle colossali figuracce “Made in Sicily” è targata Genovese Jr (21 anni!) indagato per riciclaggio ed evasione fiscale con un sequestro di beni che supererebbe i 100 milioni di euro, come si dice? Tale padre, tale figlio. Praticamente l’ARS ha un indagato ogni 3 giorni, una cosa del genere è maledettamente sintomatica di una regione ed una politica che, probabilmente, ha raggiunto l’apice del degrado (ma si può fare di più). E poi? E poi c’è il voto di scambio, ci sono voti venduti per 50 euro, 25 euro, ci sono anziani portati a votare con la forza. Altro? Si, certo! Poi c’è il defunto Riina che per molti, moltissimi siciliani era “una brava persona” o “certamente i politici hanno fatto di peggio”. Finito? Magari! Seppellire Riina con Luciano Liggio e Bernardo Provenzano (due boss!) ha certamente creato un magnifico mausoleo tutto mafioso, poveri mafiosi vittime di quella sciocca minoranza di siciliani. La classe dirigente è da sempre specchio del popolo che di conseguenza ha il governo che si merita. Cosa facciamo? Niente, perché se normalmente tutto cambia per non cambiare, oggi, in Sicilia, si cambia per arretrare, per essere più involuti, nella politica e nel nostro modo di pensare, ci piace, ci piace assai. Questo governo siciliano, a mio modesto giudizio, farà fatica ad arrivare a fine mandato, dispiace per il Presidente Nello Musumeci, vittima degli altri ma anche di se stesso, in fondo sapeva che la sua “ciurma” era formata da molteplici pirati, stessa cosa dicasi delle altre compagini, chi più chi meno porta con se un chiodo per crocifiggere ulteriormente la Sicilia. Elezioni subito? Non sono assolutamente d’accordo! Il risultato non cambierebbe di molto e poi i siciliani hanno scelto, hanno scelto tutto ciò e nessuno si senta escluso perché “per quanto voi vi crediate assolti siete per sempre coinvolti”. Si salvi chi può, scappi chi può. Fuggite, schiocchi!.

Benito Rausa

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