San Martino “ubriaca” la Gear Bevande Calì: sconfitta con il CUS Palermo

San Martino amaro per la Gear, il CUS Palermo si impone per 7 a 5.

La settima giornata di campionato di serie C1 Girone A vede la Gear Bevande Calì affrontare il CUS Palermo. La Gear viene da una serie di tre sconfitte, che l’hanno segnata molto ed è chiamata a fare meglio anche se già l’ultima gara sia è visto un livello di gioco molto più alto rispetto alle precedenti gare.
La partita si apre con un goal dei palermitani, a cui risponde subito Luca Tamurella che riesce a sbloccarsi dopo un digiuno di goal che durava da molte giornate. Al nuovo vantaggio dei palermitani si oppone sempre Luca Tamurella siglando una doppietta. Sembra girare tutto per il verso giusto, ma una serie di errori condanna la Gear a subire ulteriori 3 goal in questo primo tempo, soffrendo molto i calci d’angolo e da delle incomprensioni difensive gli avversari riescono a trovare la strada spianata per il goal.

Si vede un bellissimo calcio con dell’ottima qualità e pochi falli (nessuna delle due squadre è riuscita a cumulare 5 falli per consentire il tiro libero). Il secondo tempo si apre con tutto un altro spirito, la squadra si carica di grinta e determinazione, riesce a schiacciare gli avversari in difesa e si cerca una bellissima rimonta, a guidare l’assalto c’è il solito capitano Mirko Russo (autore di una doppietta) e Simone Falcone (quest’ultimo siamo molto felici che abbia trovato il goal dopo innumerevoli tentativi, dopo delle prestazioni così di alta qualità, il goal era l’unica cosa che gli mancava). Dopo un lungo assedio la Gear riesce ad agguantare il pareggio ma a poco dalla fine un contropiede spiazza la Gear e costringendo il nostro portiere ad un intervento molto difficile che causerà il rigore per i palermitani che li porterà sul risultato di 6 a 5.

La Gear si gioca la carta del tutto per tutto e mister La Morella decide anche di far entrare un quinto giocatore in campo (Filippo La Mattina) a supportare l’azione offensiva sostituendo il portiere Dario Troìa, questo tentativo finisce con l’ennesimo goal del palermo a siglarlo il più piccolo dei palermitani entrato alla fine per un po’ di spazio.
Una sconfitta che ha provocato non pochi rammarichi, vedere una squadra esprimere un buon gioco ma non riuscire a vincere pone tanti interrogativi su quali possano essere davvero i problemi da risolvere (sempre e qualora ce ne fossero). Dalle interviste e dalle parole del mister si può notare come ciò spesso si attribuisca ad una mancata esperienza nel nuovo campionato. Nel frattempo però la Gear cresce e impara dai propri errori e si spera di ritrovare i mancati 3 punti nella prossima gara contro l’Alcamo.
In allegato le parole di Mister La Morella ed il Tabellino statistiche : ”Alla fine della partita con il CUS uno dei miei ragazzi mi ha detto una cosa sacrosanta, come se mi leggesse nel pensiero “mister perdere due partite così è atroce”. Mai parole sono state più vere e crude, visto che ho provato quasi un dolore fisico per lo strazio di una sconfitta, un dolore accentuato dalle vostre facce deluse nello spogliatoio. Resta un’altra bellissima prestazione, con tantissimi complimenti da parte degli avversari ma purtroppo una sconfitta. Oggi a freddo ho cercato di essere più lucido nell’analisi della partita anche aiutandomi con i numeri: 51 tiri a 24, 26 a 15 nello specchio, dicono molto di quanto produciamo, della nostra propensione a fare un calcetto offensivo… Ma dicono anche che abbiamo delle amnesie da seduta di psico-analisi, momenti di pura follia dove in pratica consegniamo le partite agli avversari. Mancanza di lucidità? frenesia? Un po’ tutto, ma è innegabile che ieri abbiamo in 10 minuti di primo tempo preso un parziale di 3-0 che ci ha condannato alla sconfitta ed ha vanificato il gran lavoro svolto. Indubbiamente giochiamo contro avversari forti che ci fanno del male ad ogni affondo e come nella giornata di ieri sono capaci di soffrire, di saper restare a galla e farci pagare ogni ingenuità. Da loro abbiamo solo da imparare e non pensare che ci battono perchè sono più fortunati: sono più cattivi, più determinati, più capaci di soffrire, più capaci di non prendere imbarcate. A noi resta quello che di buono abbiamo fatto, dobbiamo lavorare molto sull’aspetto mentale e sulla concentrazione specie in fase difensiva che è anche più importante di quella offensiva, concedere meno restando propositivi… Restano delle prestazioni individuali superlative unitamente ad un’ottima prestazione di squadra, con una partita di Simone Falcone e del capitano Mirko Russo davvero eccezionali. Resta la certezza che dobbiamo migliorare nella qualità dei tiri se è vero che anche ieri abbiamo il 9% di efficacia e so dai numeri di questi anni che per vincere dobbiamo andare sopra il 13%. Resta la sensazione che siamo ad un bivio: una strada è quella della crescita, dei miglioramenti collettivi e mentali l’altra è quella del pensare che in fondo è solo una questione di sfortuna, che tutto si aggiusta, dello sfaldarci come gruppo più che come squadra… paradossalmente la prima strada è quella più dura, piena di insidie, pericoli, di salite dure, di fatica e lavoro duro mentre la seconda è in discesa, facile, quasi senza ostacoli. Solo che nel primo caso arriveremo a destinazione, nel secondo caso sbatteremo inesorabilmente contro un muro.”

Giuseppe Andrea Di Bella

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