Ma a cu amma vutar? Breve storia triste ad un mese dalle elezioni regionali

Ma a cu amma vutar? Ad un mese esatto dalle elezioni regionali questa domanda inizia ad essere la più gettonata la cui risposta però non è mai scontata anzi a preoccupare non è la domanda ma la risposta.

Ad ogni elezione, di qualsiasi grado essa sia, ho la netta sensazione che la Politica stia scivolando sempre più verso il basso, tecnicamente una volta toccato il fondo bisognerebbe risalire ma purtroppo non è così: toccato il fondo si scava ulteriormente poiché oramai riemergere non è più conveniente, insomma le vergogne è meglio trascinarsele sempre più a fondo.

Un esercito di cambia casacca e di veri e propri professionisti del trasformismo stanno iniziando a bussare alle nostre porte, accanto a questa sempre verde categoria troviamo personaggi che mai hanno avuto a che fare con la Politica ma che oggi, per grazia divina, iniziano ad interessarsi alla “cosa pubblica”, li chiamano i volti nuovi, quelli che, in teoria, dovrebbero portare un’ondata di novità in questa stagnante e maleodorante politica siciliana, sappiamo benissimo che le candidature dell’ultim’ora sono spesso frutto di manovre politiche di chi da “dietro le quinte” muove i fili del candidato burattino, tale burattino infatti servirà solo al burattinaio per capire quando vale realmente. Una cosa normalissima divenuta una prassi obbligatoria, soprattutto se all’orizzonte ci sono le elezioni comunali. Chi pesa di più, 1 kg di Sindaco  1 kg di Vice Sindaco o 1 kg di consigliere comunale?

Poi ci sono gli impresentabili, quella categoria che non dovrebbe gestire nemmeno una riunione di condominio ma che invece non solo si candida ma porta con se una dote importantissima, vale a dire i voti, spesso tanti e determinanti, ma la provenienza di questi voti? E che importa, alla fine ha vinto la democrazia.

Sono tutti euforici con i loro slogan che oramai sono triti e ritriti e non fanno più effetto soprattutto perché non corrispondono alle esigenze reali, sono falsamente sorridenti ed ognuno di loro si affretta a dimostrare che ha fatto qualcosa in più rispetto al candidato nemico che viene visto come Salvini vede un nordafricano. E poi? Gli appelli al voto utile e alla non dispersione dei voti, ma insomma non sono nemmeno libero di votare per il mio cane che qualcuno deve anche suggerirmi di non farlo!

E si continua: le coalizioni che si formano solo perché in ballo ci stanno le poltrone, perché c’è la magia del potere a tenerci tutti uniti, tutto cosi magico e allettante, ma una volta conquistato il potere salta fuori che la colazione deve sciogliersi “per differenze di vedute”. Certamente.

E poi? E poi ci sono i baldi giovani pronti a rinnovare la politica, pronti con la loro energia a dare il loro contributo. No, non è vero: i giovani si sono attaccati alla mammella della vecchia politica e sperano (in cuor loro) che qualcuno di questi dinosauri della politica si ricordi di loro: va bene essere lecchino, ma qualche poltroncina me la si vuole mettere da parte? Una bella elemosina in vecchio stile, qualcuno però dimentica che fine hanno fatto i dinosauri.

E nel mentre tutti i candidati siciliani si affrettano a dire “di aver fatto qualcosa di positivo” ci si guarda attorno spaesati nel vano tentativo di capire cos’è esattamente questo qualcosa di positivo: ogni anno più di 100 mila ragazzi abbandonano la Sicilia e difficilmente vi faranno ritorno. Ma quindi a cu amma vutar? Vorrei rispondere, ma darei solo una volgare risposta tutta siciliana.

Infrastrutture fatiscenti, la mafia che, in questo scenario desolante, appare più forte con un fans club in preoccupante ascesa, abusivismo edilizio, sviluppo economico assente, il lavoro che in Sicilia è merce rara, poi certo, se conosci il politico di turno un posticino in qualche centro commerciale te lo trova sicuro. Taci, Benito, taci.

Pessimista? Probabilmente si, ma è ciò che vivo quotidianamente e lo vivo con una certa impotenza, d’altronde come può dar torto a chi va via perché con lauree e master a seguito non può certamente trovare soddisfazioni nello schiavismo lavorativo; tutto il mondo è paese direbbe qualche coraggioso, ed è forse questa giustificazione che ci sta portando lentamente e rovinosamente verso la deriva. Qualcuno ha soluzioni per caso? Si certo, vota per Tizio (e stiamo freschi!).

Ma a qualcuno di questi interessa davvero la Sicilia? Cioè parlano veramente d tutto ma non di Sicilia, che paradosso.

Ma quindi a cu amma vutar? Il 56% dei siciliani è destinato a non voler votare credendo di fare uno sgarbo al politico di turno, non sa che lo sgarbo lo fa ai siciliani che ancora oggi non hanno smesso di sognare una terra migliore, la protesta potete farla benissimo lasciando la scheda bianca, il messaggio nel vedere una grossa percentuale di schede bianche farebbe sicuramente più rumore della semplice e sbagliata astensione.

Non avete ancora capito per chi votare? Nemmeno io, anche perché all’orizzonte ho visto pochissimi programmi e tantissime frasi di circostanza, ma effettivamente a nessuno importa dei programmi che servono solamente a dar speranza a quei (pochissimi) siciliani che ancora sognano l’isola felice. Andiamo a votare va che in fondo qualcuno bravo lo si trova ancora.

Forse.

Benito Rausa

Rispondi

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: