L’ospedale “M. Chiello” salvo? Si, no, forse. Incertezze sul destino dell’ospedale di Piazza Armerina

Le sorti dell’ospedale di Piazza Armerina “M.Chiello” restano ancora poco chiare, questo è ciò che è emerso dal consiglio comunale straordinario riunitosi presso il Teatro Garibaldi.

In una cornice diversa, qual è quella del Teatro Garibaldi, giovedì 21 settembre 2017 si è tenuto un consiglio comunale straordinario avente come unico punto l’oramai annosa problematica riguardante l’ospedale “M.Chiello”. Alla presenza di un folto pubblico e dell’Assessore regionale autonomie locali e della funzione pubblica Luisa Lantieri, il consiglio comunale ha illustrato l’attuale situazione del nosocomio piazzese.

Sulla questione emergono due linee totalmente differenti: nella prima, sostenuta dall’Ass. Lantieri e del cons. Concetto Arancio, emergerebbero una serie di passi in avanti ottenuti grazie al lavoro svolto dal consiglio comunale che ha presentato, nei mesi scorsi, un documento con una serie di modifiche da integrare nel piano aziendale. Il cons. Arancio ha illustrato il nuovo piano riscontrando un modesto aumento di medici in alcuni reparti e il mantenimento (in alcuno casi anche un rafforzamento) di alcune unità come ad esempio l’unità di medicina, cardiologia, pediatria, ortopedia e pronto soccorso.

Lo scontro si è subito fatto rovente. Il cons. Arancio non ha mancato di accusare l’amministrazione comunale di aver creato allarmismo e di aver remato contro l’ospedale piazzese avvicinandosi inoltre ad una precisa parte politica che ha sempre ostacolato la rete ospedaliera di Piazza Armerina, duro anche lo scontro con il cons. Alberghina.

La linea sostenuta dal cons. Arancio e dall’Ass. Lantieri è stata fortemente criticata dall’intervento del cons. Salvo Alfarini, intervento peraltro  condiviso dalla stessa amministrazione comunale. Nel suo intervento il cons. Alfarini ha fatto notare che l’attuale atto aziendale non prevede nulla di ciò che è stato detto, durante l’intervento è emerso infatti che l’illustrazione delle nuove disposizioni fatte dall’Ass. Lantieri e dal cons. Arancio è frutto di una proposta non ancora accettata né esaminata, la commissione regionale sulla sanità si sarebbe dovuta riunire il 6 settembre 2017, di fatto però ciò non è avvenuto, la commissione (come risulta anche dal sito dell’assemblea regionale) è stata disdetta. La linea tenuta dal cons. Arancio e dall’Ass. Lantieri sarebbe, dunque, solamente ipotetica.

Ma non è finita qui. Nella nuova proposta ci sarebbe uno sforamento della spesa di ben 4 milioni di euro, il cons. Alfarini si chiede da dove attingeranno per questa somma.

A conclusione del suo intervento, il cons. Alfarini ha prospettato uno scenario tragico (ma realistico) della provincia di Enna, nel suo intervento il consigliere ribadisce che il continuare ad usare il criterio degli attuali confini provinciali ennesi porterà tutte le proposte ad un inesorabile fallimento, il calo demografico nella provincia ennese è costante e si domanda cosa accadrà agli ospedali del circondario quando l’utenza subirà un drastico crollo. La risposta non lascia scampo alle sorti di molti ospedali dell’ennese.

Molti consiglieri comunali, e lo stesso Sindaco Miroddi, si sono soffermati a ringraziare il Presidente del Comitato Pro Chiello Rosa Rovetto, a lei sono stati riconosciuti diversi meriti legati sopratutto alle tempestive segnalazioni di disservizi causati a causa dei continui tagli. La stessa sig.ra Rovetto è intervenuta criticando la nuova riorganizzazione che non avrebbe, allo stato attuale, portato nessun miglioramento.

Insomma la vicenda sembra non aver chiarito il quesito che tutti i cittadini si pongono da anni oramai: l’ospedale “M.Chiello” chiuderà? No, si, forse. Lo stesso sindaco Filippo Miroddi nel suo intervento ha fatto riferimento al decreto del ministro della Sanità Beatrice Lorenzin, quel decreto fa riferimento ad alcuni standard che l’ospedale dovrebbe raggiungere entro il 31 dicembre 2017, non raggiunti tali obiettivi per il nostro ospedale si aprirebbe uno scenario tutto nuovo difficile da ipotizzare ma con risvolti di sicuro non positivi.

Benito Rausa

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